La parola “cannabinoidi” è ormai sempre più comune nel linguaggio quotidiano, spesso però senza che si sappia davvero che cosa indica. Se dovessimo dirlo in poche parole, descriveremmo i cannabinoidi come composti chimici attivi che interagiscono con uno specifico sistema biologico presente nel corpo umano: il sistema endocannabinoide. E il loro nome deriva dalla Cannabis Sativa, la pianta da cui per prima furono isolati.
I cannabinoidi, infatti, possono essere di origine naturale o sintetica e hanno la capacità di influenzare numerose funzioni fisiologiche, tra cui l’umore, l’appetito, il dolore, il sonno e il sistema immunitario. Alcuni dei più noti sono il THC, responsabile degli effetti psicoattivi della cannabis, e il CBD, privo di effetti psicotropi ma noto per i suoi potenziali benefici terapeutici. Detto ciò, mettetevi comodi: si va ad approfondire il tutto nel dettaglio!
Dove si trovano i cannabinoidi e come agiscono
Sebbene i cannabinoidi si trovino in diversi contesti, i più noti sono sicuramente quelli presenti nella cannabis. Ma non sono gli unici, anzi: come abbiamo già detto in apertura, esistono anche cannabinoidi prodotti naturalmente dal nostro corpo (endocannabinoidi) e altri ancora che sono stati creati in laboratorio (cannabinoidi sintetici).
E per capire il loro incredibile effetto è fondamentale conoscere il sistema endocannabinoide, un insieme di recettori, enzimi e molecole segnale che lavorano insieme per mantenere l’omeostasi, cioè l’equilibrio interno dell’organismo umano o animale. I principali recettori con cui interagiscono i cannabinoidi sono:
- Recettori CB1: si trovano soprattutto nel sistema nervoso centrale e sono responsabili degli effetti neurologici e psicoattivi.
- Recettori CB2: sono localizzati principalmente nel sistema immunitario e nei tessuti periferici, e sono coinvolti nei processi infiammatori e immunitari.
Quando una molecola cannabinoide si lega a questi recettori può innescare una serie di risposte fisiologiche: riduzione del dolore, rilassamento muscolare, aumento dell’appetito e regolazione dell’umore… e questo solo per citarne alcune!
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Tipologie di cannabinoidi
Andiamo ora a esaminare approfonditamente le tre grandi famiglie di cannabinoidi.
Fitocannabinoidi (THC, CBD, CBG, CBN)
I fitocannabinoidi sono i cannabinoidi prodotti naturalmente dalle piante, in particolare dalla cannabis. I più conosciuti sono:
- THC (tetraidrocannabinolo): è il principale responsabile degli effetti psicoattivi della cannabis. Si lega ai recettori CB1 del cervello e provoca sensazioni di euforia, alterazione della percezione e rilassamento. Viene studiato anche per i suoi potenziali usi in ambito terapeutico, soprattutto come antidolorifico, antiemetico e stimolante dell’appetito.
- CBD (cannabidiolo): non è psicoattivo, ma ha dimostrato effetti ansiolitici, antinfiammatori, neuroprotettivi e anticonvulsivanti. È uno dei fitocannabinoidi più studiati a livello medico e trova impiego in numerosi integratori e prodotti wellness.
- CBG (cannabigerolo): spesso definito il “cannabinoide madre” perché da esso derivano THC e CBD. È presente in basse percentuali nella pianta, ma viene apprezzato per il suo potenziale nel trattamento di patologie intestinali, infiammatorie e oculari.
- CBN (cannabinolo): è un prodotto della degradazione del THC. Ha effetti sedativi e viene studiato per il suo possibile ruolo nella promozione del sonno e nella gestione del dolore.
Oltre a questi, esistono molti altri fitocannabinoidi meno conosciuti (CBC, THCV, ecc.) che sono però ancora oggetto di studio. Ogni varietà di cannabis contiene un mix unico di questi composti, che insieme possono generare quello che viene chiamato effetto entourage: una sinergia tra cannabinoidi, terpeni e altri elementi della pianta che ne amplificano l’effetto complessivo.
Endocannabinoidi
Gli endocannabinoidi sono prodotti direttamente dal nostro organismo. I principali sono:
- Anandamide (AEA): prende il nome dalla parola sanscrita “ananda” (beatitudine). Si lega ai recettori CB1 e ha un ruolo nella regolazione dell’umore, del dolore, dell’appetito e del sonno.
- 2-AG (2-Arachidonoilglicerolo): coinvolto nei processi neuroprotettivi, nella gestione dell’infiammazione e nella comunicazione tra cellule.
Gli endocannabinoidi vengono prodotti su richiesta, cioè dal nostro corpo solo quando serve. Questo sistema a rilascio rapido è una delle ragioni per cui il sistema endocannabinoide è così efficace nel mantenere l’equilibrio interno. Numerosi studi mostrano che uno squilibrio del sistema endocannabinoide potrebbe essere associato a disturbi come ansia, depressione, emicrania, dolore cronico e malattie autoimmuni.
Cannabinoidi sintetici
I cannabinoidi sintetici sono composti creati in laboratorio con l’intento di replicare o amplificare gli effetti dei cannabinoidi naturali. Sono stati inizialmente sviluppati per scopi di ricerca o per uso medico, ma molti sono stati poi diffusi illegalmente con nomi commerciali come Spice, K2, Black Mamba e così via. A differenza dei fitocannabinoidi, i cannabinoidi sintetici si legano ai recettori cannabinoidi in modo molto più potente e duraturo, il che può generare effetti rischiosi come convulsioni, psicosi e aritmie.
Va però detto che non tutti i cannabinoidi sintetici sono “male”: in ambito farmacologico, molecole come il dronabinol (una versione sintetica del THC) vengono impiegate per trattare la nausea da chemioterapia o per stimolare l’appetito nei pazienti affetti da AIDS. Il problema nasce quando queste sostanze vengono vendute senza controllo, senza etichette chiare, e soprattutto quando sono assunte senza sapere realmente cosa contengono. Per questo motivo è importante distinguere tra uso medico controllato e abuso ricreativo!
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Comprendere i cannabinoidi
In definitiva, i cannabinoidi rappresentano un campo affascinante e in continua evoluzione. Che siano naturali, endogeni o sintetici, questi composti hanno un impatto profondo su vari aspetti della nostra salute e del nostro benessere. Comprendere cosa sono i cannabinoidi, come interagiscono con il sistema endocannabinoide e quali effetti possono avere, è il primo passo per un approccio consapevole all’uso della cannabis e dei suoi derivati: conoscere le basi scientifiche e biologiche di queste sostanze è fondamentale.
Solo così possiamo sfruttarne davvero i benefici, evitarne i rischi, e contribuire a un dibattito pubblico più maturo e informato. Sempre meglio, insomma, porsi le domande giuste: i cannabinoidi sballano tutti? Sono legali ovunque? Fanno bene? Fanno male? Rispondere è sempre complesso, ma capire che cosa sono, da dove vengono e cosa fanno… beh, è senz’altro un ottimo inizio e il blog di Cbweed è qui proprio per questo. Continuate a seguirci per rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità!






