Cannabis Light autofiorente: cos’è e come coltivarla con successo

Cannabis Light Autofiorente Come Coltivarla

La cannabis light autofiorente può dare grandi soddisfazioni per la sua incredibile capacità di crescere rapidamente senza necessitare di troppe attenzioni da parte del coltivatore. Nonostante siano davvero piante facili da gestire e garantiscano raccolti piuttosto abbondanti, anche queste super piante di Cannabis hanno bisogno di qualche accortezza durante il loro sviluppo, in questo articolo vi raccontiamo come massimizzare la vostra produzione di Cannabis Light con piante autofiorenti.

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Cosa sono le piante di canapa autofiorenti

I semi che generano piante autofiorenti producono solamente piante femminili che fioriscono in modo indipendente dalle ore di luce ricevute ogni giorno. La grande particolarità di questa tipologia di Cannabis Light è la sua capacità di completare il suo intero ciclo produttivo in circa 2 mesi dalla semina. Le varietà autofiorenti sono piante di Sativa o Indica geneticamente incrociate con Ruderalis, una specie tipica di alcuni paesi relativamente freddi del nord Europa per questo le sue capacità di adattamento a situazioni climatiche più difficili sono decisamente senza paragone. Inoltre tendono a essere decisamente più piccole di altre varietà, il che le rende perfette per chi cerca una coltivazione dalle dimensioni più discrete.
Per le piantagioni outdoor le autofiorenti sono molto produttive nell’area più calda del mediterraneo dove gli inverni sono miti ed esiste la possibilità di coltivazione per diversi mesi consecutivi, fino ad ottenere anche quattro raccolti all’anno.
La scelta di questo tipo di sementi è largamente consigliata per chi cerca di produrre Cannabis con elevato contenuto di CBD, ovvero il noto cannabidiolo, un metabolita non psicoattivo presente nella pianta di canapa che ha effetti rilassanti, anticonvulsivanti, antidistonici, antiossidanti, antinfiammatori, favorisce il sonno ed è estremamente efficace per il trattamento degli stati ansiosi e dei dolori cronici.

Cannabis autofiorente ed esposizione alla luce

La cannabis light autofiorente può prosperare con appena 5 ore di luce solare su 24, ma dà il suo meglio quando l’alimentazione luminosa è dalle 16 ore in su. Per quanto riguarda la coltivazione indoor dove l’esposizione è facilmente regolabile si suggerisce una proporzione luce/buio 20 – 4 fino a un’esposizione totale di 24 ore non stop alla luce. Il ciclo di vita delle autofiorenti ha la capacità di progredire verso la fioritura indipendentemente dal ciclo luce-buio al quale la pianta è sottoposta, diversamente dalle tipologie di cannabis fotoperiodica.

Il ciclo di vita delle piante autofiorenti: da fase vegetativa a fioritura

Solitamente la fase produttiva di questi esemplari è molto imprevedibile: spesso infatti raggiungono la fioritura in soli 30 giorni dalla nascita del germoglio. La crescita è rapida e vigorosa ma le esigenze nutrizionali della pianta non sono maggiori di quelle di altre tipologie (efficacemente sostenibili anche per chi desidera impegnarsi in colture biologiche). Le autofiorenti prediligono substrati ben areati e non eccessivamente concimati come quelli di tipo soffice o contenenti fibra di cocco. Oltre alla fase vegetativa, anche il ciclo di fioritura è solitamente molto rapido. L’ultima o le ultime due settimane di fioritura dovrebbero sempre essere dedicate a fornire alla pianta il giusto apporto di liquidi e supporti nutrizionali con irrigazioni abbondanti e miscele per il lavaggio, che eviteranno alle infiorescenze una contaminazione da concimi al momento della raccolta.

Cannabis autofiorente, forte e resistente anche contro i parassiti

Le varietà genetiche autofiorenti hanno anche un’altra caratteristica positiva che le rende assolutamente perfette anche per la coltivazione outdoor, infatti oltre ad essere meno influenzabili dalle variazioni climatiche sono anche meno inclini delle altre a subire le infestazioni di insetti e parassiti. La ragione è presto detta: il loro ciclo di vita è talmente veloce che solitamente gli assalitori non hanno il tempo materiale per colonizzare la pianta.

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