CBD come antidolorifico e antinfiammatorio naturale

CBD Antidolorifico Antinfiammatorio Naturale

Il CBD può essere un valido sostituto dell’ibuprofene ed essere usato al posto di Moment, Brufen & Co.?

La pianta di canapa comprende oltre 80 cannabinoidi e per molti anni la scienza e la legge si sono concentrate più che altro sul famigerato THC, per il suo effetto psicoattivo.
Oggi i fari sono puntati su un’altra molecola della cannabis: il CBD
. Cos’ha di particolare? Potrebbe diventare l’antidolorifico antinfiammatorio del futuro, efficace e privo di controindicazioni.

In questo articolo vi parleremo di questa molecola particolarissima, della sua azione sul corpo umano, degli studi scientifici più recenti sul CBD e lo compareremo con l’antidolorifico antinfiammatorio più utilizzato in Italia, l’ibuprofene.

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Cos’è il cannabidiolo

il CBD è un cannabinoide che, diversamente dal THC, non ha effetto psicoattivo e quindi non è considerato una sostanza stupefacente. Tantissimi studi scientifici recenti si sono interessati alle potenzialità del CBD e ai suoi effetti terapeutici. Infatti ormai in molti paesi del mondo è riconosciuto per i benefici che può portare nel trattamento di una grande varietà di disturbi prevalentemente come antidolorifico e antinfiammatorio.

Molti ricercatori stanno valutando (per ora con risultati promettenti) l’efficacia di terapie ad alte concentrazioni di CBD per combattere i sintomi di varie malattie croniche e/o degenerative come il Parkinson, l’Alzheimer, l’epilessia (soprattutto per la sindrome di Dravet, di West e di Lennox-Gastaut), ma anche l’ansia, la depressione, alcune malattie psichiatriche gravi e per coadiuvare la riabilitazione dalle dipendenze (da droga e alcool). Le possibilità di applicazione medica del CBD promettono rivoluzioni in campo medico, anche se la maggior parte dei protocolli e delle procedure di applicazione sono ancora in fase sperimentale.

Evidenze scientifiche sulle qualità terapeutiche del CBD come antidolorifico e antinfiammatorio

Nel 2017 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato uno studio di ben 27 pagine in cui dichiara che il CBD ha grandi potenzialità, che non è da considerarsi pericoloso e nemmeno etichettabile come sostanza stupefacente.

Questa presa di posizione ha dato campo libero a tantissimi studi scientifici sul cannabidiolo e in pochi anni l’idea che il CBD potesse essere un sostituto di antidolorifici e antinfiammatori classici è diventata un’evidenza. Gli studi scientifici in merito sono tantissimi, ecco alcuni dei più significativi cosa dicono:

“Gli studi clinici sembrano indicare che entrambi gli estratti della pianta di Cannabis sativa contenenti quantità note dei composti attivi (principalmente THC e CBD)… siano trattamenti promettenti per condizioni dolorose che non rispondono ai trattamenti disponibili, come neuropatico, dolore infiammatorio e oncologico. In particolare, gli estratti di cannabis hanno dimostrato l’efficacia per alleviare alcuni sintomi dei pazienti con sclerosi multipla, principalmente per dolore cronico e spasticità… Gli agonisti selettivi del recettore CB2 non danno effetti collaterali di tipo centrale e sono trattamenti antidolorifici altamente promettenti”
Per approfondire leggi tutto l’articolo.

“Le evidenze scientifiche della ricerca attuale supportano l’uso della cannabis medica nel trattamento del dolore cronico e infiammatorio negli adulti… Poiché il dolore infiammatorio è una caratteristica di diverse malattie croniche, tra cui il cancro, l’artrite, le patologie infiammatorie dell’intestino, l’anemia falciforme, ecc… i cannabinoidi sembrano promettere la riduzione del dolore severo in queste malattie.”

Per approfondire leggi tutto l’articolo.

Ibuprofene, le controindicazioni che non sappiamo

L’ibuprofene è un principio attivo molto usato in tutto il mondo come antinfiammatorio ed antidolorifico. È la molecola farmaceutica alla base di molti FANS, farmaci anti-infiammatori non steroidei (come Brufen, Advil e Motrin). Questi composti vengono impiegati in larghissima quantità, per trattare il dolore, le infiammazioni e la febbre. Sono decisamente efficaci ma hanno anche effetti collaterali molto importanti. Ad esempio l’utilizzo prolungato può causare sanguinamento, ulcerazione o perforazione gastrointestinale, talvolta, con esiti anche fatali. Può avere gravi ripercussioni sulla funzionalità dei reni e del fegato, portare a scompensi cardiaci, peggioramenti di salute per chi soffre d’asma o ha problemi di tipo polmonare e può interagire (con esiti gravi) con molti altri farmaci.

Al momento invece il CBD non ha effetti collaterali generici noti: molti studi suggeriscono che il CBD sia tollerato e sicuro per esseri umani anche ad alte dosi e con uso cronico.

Mettendo insieme i dati raccolti appare scontato considerare il CBD un’alternativa sicura ed efficace nel trattamento dei dolori e delle infiammazioni, soprattutto quando riguardano problematiche di tipo cronico, dove una lunga terapia a base di FANS (ad esempio di ibuprofene) potrebbe diventare rischiosa a causa degli effetti collaterali devastanti di questi comuni farmaci da banco.

 

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