I cannabinoidi sono dei composti naturali capaci di interagire con il nostro organismo in modi sorprendenti. E se da una parte il THC è ancora oggi il più famoso per via dei suoi effetti psicoattivi, c’è un’intera famiglia di cannabinoidi che non provocano questo genere di alterazione, e fra questi tre si distinguono per i loro effetti benefici e per la crescente presenza in oli, creme e integratori: stiamo parlando del CBD, del CBG e del CBN.
Ma cosa rende questi tre composti così speciali? E perché sempre più persone li scelgono per il proprio benessere quotidiano, anche in alternativa a soluzioni farmacologiche più tradizionali? In questo articolo esploreremo in modo semplice e approfondito le caratteristiche principali di questi tre cannabinoidi, confrontandone benefici, usi e differenze. Mettetevi belli comodi, allora, e lasciatevi trasportare nel mondo di Cbweed!
CBG: il cannabinoide madre
Il Cannabigerolo (CBG) viene spesso definito “cannabinoide madre” perché è il precursore chimico da cui derivano altri importanti cannabinoidi, come THC e CBD. Durante lo sviluppo della pianta di cannabis, il CBG-A (la forma acida del CBG) si trasforma in parte in THC-A, CBD-A e CBC-A, che a loro volta diventano THC, CBD e CBC una volta riscaldati (decarbossilati). Come il CBD, anche il CBG non è psicoattivo, il che significa che non altera lo stato mentale o la percezione. Tuttavia, ha effetti potenzialmente molto potenti…
Diversi studi preliminari, infatti, hanno associato il CBG a benefici come:
- Riduzione della pressione intraoculare, utile per i pazienti affetti da glaucoma
- Miglioramento della funzionalità vescicale e dei sintomi urinari
- Azione neuroprotettiva, in particolare per malattie degenerative come il morbo di Huntington
- Proprietà antinfiammatorie a livello intestinale, con potenziali benefici per chi soffre di IBD (malattia infiammatoria intestinale)
- Stimolazione dell’appetito in soggetti con scarso desiderio di mangiare (es. pazienti oncologici)
- Effetto antibatterico su alcuni ceppi resistenti agli antibiotici
Alcuni di questi benefici si sovrappongono a quelli del CBD, altri invece sono più specifici. Ma è proprio questa sinergia tra cannabinoidi diversi che alimenta quello che viene chiamato “effetto entourage”, un effetto potenziato che si verifica quando più cannabinoidi lavorano insieme. Il CBG è tuttavia presente in quantità molto ridotte nella pianta (meno dell’1%), e proprio per questo è considerato un composto raro e pregiato: proprio per questo diversi coltivatori si specializzano in varietà di canapa con un contenuto maggiore di CBG.
Se l’argomento ti interessa, leggi qui il nostro articolo dedicato al CBG
CBD: il cannabinoide terapeutico
Il Cannabidiolo, o CBD, è probabilmente il cannabinoide non psicoattivo più conosciuto e utilizzato. Non altera la mente né provoca effetti psicotropi, ma esercita una vasta gamma di effetti sull’organismo, in gran parte mediati dal sistema endocannabinoide. Il CBD ha raggiunto una fama mondiale grazie a storie vere come quella di Charlotte Figi, una bambina americana affetta da una forma grave di epilessia (sindrome di Dravet), che ha mostrato una drastica riduzione delle crisi epilettiche dopo l’introduzione del CBD nella sua terapia.
Il suo caso ha ispirato leggi e ricerche in tutto il mondo, aprendo la strada a un cambiamento radicale nella percezione della cannabis terapeutica. Oggi il CBD è impiegato in numerosi ambiti, tra cui:
- Ansia e stress
- Insonnia
- Dolore cronico
- Infiammazione
- Epilessia
- Supporto generale al benessere
A differenza dei farmaci tradizionali, molti utenti riferiscono che il CBD agisce senza creare dipendenza né effetti collaterali importanti. È disponibile in molte forme: olio, capsule, creme, gomme da masticare, integratori e persino prodotti alimentari. Il meccanismo con cui agisce è complesso ma affascinante: il CBD non si lega direttamente ai recettori CB1 e CB2 del sistema endocannabinoide, ma ne modula l’attività, agendo indirettamente su numerosi processi fisiologici. Questo gli permette di essere efficace in una vasta gamma di condizioni.
Se l’argomento ti interessa, leggi qui il nostro articolo dedicato al CBD
CBN: il cannabinoide assonnato
Il Cannabinolo (CBN) è uno dei fitocannabinoidi meno noti, ma sta iniziando a guadagnare popolarità, soprattutto tra chi cerca un rimedio naturale per l’insonnia. Si forma come prodotto di degradazione del THC: quando la cannabis invecchia o viene esposta all’aria per lunghi periodi, parte del THC si trasforma lentamente in CBN. A livello molecolare, il CBN ha una struttura simile a quella del THC, ma il suo potenziale psicoattivo è molto più basso.
In alcuni casi può dare effetti lievemente sedativi, ma in genere non provoca alterazioni percettive importanti. Questo lo rende interessante per chi cerca un aiuto per dormire meglio, senza effetti collaterali importanti. Diversi studi stanno cercando di comprendere a fondo come funzioni questo composto. Le prime evidenze suggeriscono che il CBN possa agire come un blando sedativo naturale, utile non solo in caso di insonnia, ma anche per chi soffre di disturbi del sonno legati ad ansia, stress o cambiamenti ormonali.
In commercio si trovano oggi integratori a base di CBN, spesso in combinazione con CBD, per potenziare l’effetto rilassante e favorire un sonno profondo e naturale. Come per gli altri cannabinoidi, anche nel caso del CBN l’effetto entourage gioca un ruolo importante: la sinergia tra diversi composti può amplificare i benefici rispetto all’assunzione di un singolo principio attivo isolato.
Infine, è importante notare che il CBN, essendo un derivato dell’ossidazione del THC, si trova spesso in quantità molto basse nelle piante fresche di cannabis. Tuttavia, alcuni produttori stanno iniziando a sviluppare processi estrattivi dedicati, per ottenere CBN in forma più pura e stabile.
I tre volti dei cannabinoidi
CBD, CBG e CBN rappresentano tre volti diversi ma complementari del mondo dei cannabinoidi non psicoattivi… ognuno con le proprie caratteristiche, potenzialità e ambiti di applicazione. Se il CBD è ormai un riferimento consolidato per chi cerca benessere quotidiano e sollievo da sintomi comuni, il CBG si sta affermando come una frontiera promettente per chi soffre di disturbi specifici e cerca soluzioni naturali innovative. Il CBN, infine, si propone come valido aiuto per chi fatica a dormire e desidera evitare i sonniferi tradizionali. La ricerca è ancora in corso, ma una cosa è certa: il futuro della cannabis terapeutica sarà sempre più orientato a una combinazione intelligente di cannabinoidi, capaci di lavorare insieme per offrire benefici concreti, personalizzati e naturali. Che tu stia muovendo i primi passi in questo universo o sia già un appassionato, conoscere questi tre cannabinoidi può fare la differenza nella tua scelta quotidiana di benessere consapevole.






