Come e quanto innaffiare la cannabis nelle varie fasi di crescita

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Uno degli elementi naturali necessario per la crescita delle vostre piante di cannabis è l’acqua. Senza il giusto quantitativo di H2O non spunteranno germogli, le foglie si seccheranno e le vostre cime saranno poco aromatiche e striminzite, quando invece l’acqua arriva in eccesso la pianta potrebbe addirittura annegare e marcire.
Quindi come sapere quanto e come idratare le piante di cannabis nelle varie fasi della loro vita?
Ecco una piccola guida all’irrigazione di una coltura di marijuana.

Che sia fondamentale per le vostre piante lo si capisce dal fatto che si possa usare un metodo di coltura come l’idroponica (scoprite questa tecnica nel nostro articolo) per ottenere cime spettacolari. Ma è molto importante sapere che, come per tutte le cose, anche per l’idratazione bisogna sapere quello che si fa o si rischia di fare danni anche di tipo irrimediabile. In questo articolo parliamo non solo di quando e quanto innaffiare ma anche di come farlo, il tutto riferendoci a diverse fasi e condizioni di crescita della cannabis.

Quanta acqua dare alle piante di cannabis

Partiamo subito dicendo che è davvero facile sbagliare, perché troppa o scarsa irrigazione sono entrambi errori che possono sterminare un raccolto. Forse la prima opzione è quella davvero irrimediabile mentre una pianta in carenza d’acqua si può solitamente salvare. Purtroppo l’irrigazione non è una scienza esatta, anzi deve generalmente essere aggiustata a seconda del momento in questione, delle condizioni atmosferiche, dello stato di salute del vegetale, della composizione del substrato. Le variabili sono tante quindi non possiamo darvi una guida matematica su quanto e quando irrigare. Nei paragrafi successivi troverete però informazioni molto utili per imparare a leggere la necessità idrica delle vostre colture.

Testare il substrato per capire il bisogno d’acqua

Abbiamo detto che il tipo di substrato utilizzato influenza moltissimo le modalità di irrigazione, la composizione del terreno può infatti cambiare il quantitativo d’acqua trattenuto e reso disponibile alle radici. Un terreno ben bilanciato dovrebbe evitare i ristagni ma assorbire e distribuire l’acqua in entrata. Più il terreno sarà compatto e maggiori saranno i ristagni (quindi anche il rischio di sovra irrigare la pianta), in caso abbiate un substrato non troppo soffice fate attenzione a non esagerare con i liquidi e provvedete a renderlo più morbido e accogliente (magari con l’aggiunta di fibra di cocco).
Come capire quando il terreno si è asciugato abbastanza da necessitare una nuova dose d’acqua? Semplice basta toccarlo con le mani nude, se ancora dopo diversi giorni dall’innaffiamento appare molto umido allora potreste avere ristagni eccessivi alla quale porre rimedio, se sarà asciutto potrete provvedere a rimediare

Irrigazione durante la germinazione e nelle prime fasi di crescita

Una questione importantissima è la modalità di irrigazione quando il germoglio è ancora in fase di crescita, in questo momento la piantina è decisamente delicata e un flusso d’acqua troppo potente e diretto potrebbe romperlo e danneggiarlo. In questi momenti iniziali vi consigliamo di dotarvi di un comodo nebulizzatore, con questo strumento eviterete pressioni eccessive su germoglio e radici ancora fragili. In condizioni meteorologiche regolari e con un buon substrato non dovreste aver bisogno di nebulizzare troppo spesso, diciamo ogni 2 anche 3 giorni.

Ogni quanto innaffiare una pianta adulta

Quando la vostra pianta sarà cresciutella e presenterà un fusto resistente allora potrete usare altri metodi classici di irrigazione. Ora le sue radici arriveranno più in profondità nel substrato quindi per capire quando dovrete innaffiare non limitatevi a tastare la parte di terriccio più superficiale ma scavate con le dita un pochino (circa la profondità di un dito) e cercate di percepire il livello di umidità. Se il substrato è asciutto allora potrete provvedere a irrigare. Un altro modo intelligente per capire quando il terriccio è asciutto per chi ha piante in vaso è quello di pesare il tutto prima e dopo le irrigazioni, per avere un’idea chiara di quanta acqua è rimasta nel sistema prima di innaffiare di nuovo.
Ovviamente farà tantissimo la differenza il clima esterno: con un’ondata di caldo servirà certamente più acqua che nelle giornate fresche e anche un numero elevato di ore di luce renderà necessarie irrigazioni molto più frequenti proprio perché aumenterà l’evaporazione del liquido dal terreno. Inoltre con poca luce e temperature miti o freddine le piante crescono più lentamente e hanno quindi anche bisogno di minori quantitativi di sostanze nutritive e di acqua.

Segnali che ci dicono la pianta ha sete

A volte in caso di irrigazione non efficace o scarsa è la pianta stessa a dare segnali al coltivatore. Alcuni sono deboli accenni di insoddisfazione mentre altri appaiono proprio come chiari tentativi di reclamare più acqua agli occhi di un growers esperto.
Imparate anche voi a leggere le vostre piante: quando sono assetate spesso lo stelo appare debole, leggero e tende ad incurvarsi e piegarsi su sé stesso. Questa debolezza potrebbe apparire anche in caso di eccessiva irrigazione ma noterete che le piante secche schiariscono oppure presentano foglie chiazzate di giallo e marrone (situazione molto negativa in fase di vegetazione ma più comune in fioritura quando altre parti della pianta assorbono molte delle energie disponibili); quelle troppo irrigate invece tendono a diventare verde scuro quando sono sovraccariche di liquidi. In questi casi controllate sempre i livelli di umidità del terreno per capire che sia effettivamente un problema legato all’irrigazione e non un’altra situazione. Nel caso il danno non derivi da questo fattore è molto importante non esagerare con l’irrigazione, proprio perché una pianta indebolita da un attacco esterno rallenta normalmente la sua crescita e ha quindi bisogno di meno H2O rispetto ad una sana.

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