Cos’è il Ganja Yoga e quali sono i suoi pro e contro

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Ultimamente si sente molto parlare di Ganja Yoga, il binomio yoga e consumo di cannabis che in pochi anni è diventato popolarissimo negli U.S.A. e in altri paesi dove la cannabis è legale.

Ma quali sono i pro e i contro di questa disciplina all’ultima moda? Cerchiamo di capirlo valutando tutti i lati positivi e negativi del Ganja Yoga, ovvero lo Yoga sotto effetto di cannabis.

Quella che oltreoceano è stata accolta come un’assoluta novità è in verità una consuetudine antichissima nel paese dove lo yoga è nato e cresciuto, l’India. Infatti in questo paese in tempi passati molto più tollerante nei confronti del consumo di cannabis, fumare veniva considerato un modo per aprire la mente e rilassare il corpo, un gesto quasi spirituale e religioso che ben si sposava con discipline complesse quale la meditazione e lo yoga.

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I pro del Ganja Yoga

Oggi che la cannabis è diventata legale in molti stati americani la combo yoga e cannabis è diventata virale e tantissimi centri specializzati hanno iniziato a proporre questa esperienza particolare sostenendo che fumare marijuana prima di praticare yoga sia molto utile per raggiungere un livello superiore nella pratica, disinibire il corpo, rilassare la mente e migliorare in toto l’esperienza. La prima a proporlo nei centri yoga americani è stata Dee Dussault, autrice del libro Ganja Yoga, pubblicato nel 2017. In questa pubblicazione la scrittrice esperta di yoga sostiene che la cannabis e lo yoga siano un perfetto binomio perché entrambi hanno effetti liberatori per la mente e il corpo inoltre sono capaci di allontanare lo stress e rendere più stabili e forti nella pratica. L’idea è quella che i cannabinoidi in giusta dose aiutino a concentrarsi sul corpo, sul contatto con la terra e sul respiro, sgombrando la mente da pensieri inutili o addirittura dannosi. Inoltre il consumo di CBD, il cannabinoide non psicoattivo presente nella cannabis ha la capacità di facilitare la distensione ed il recupero a livello muscolare, limitando le possibilità di contratture e strappi fastidiosi. La pratica dello yoga sotto l’effetto di cannabis è sicuramente per molti un’esperienza particolare e positiva, che ha la capacità di rimettere in pace mente e corpo in modo naturale e dolce.

I contro del Ganja Yoga

Molti esperti e amanti dello yoga e della meditazione considerano invece l’idea di utilizzare la marijuana pre – yoga come un inutile stratagemma, a volte anche un espediente dannoso. Il fatto è che questo tipo di attività sportiva prevede il raggiungimento di un equilibrio interno tra mente e corpo che deve essere raggiunto in modo puro, con disciplina, impegno e lucidità. Per molti quindi la cannabis è una sorta di scorciatoia messa in pratica da chi non riesce a trovare in autonomia la liberazione dallo stress e dai pensieri. Inoltre si potrebbe obiettare anche che il consumo di THC (cannabinoide psicoattivo presente nella cannabis e responsabile del cosiddetto effetto drogante della marijuana) possa in molti casi essere più una distrazione che altro, infatti può disturbare (specialmente in persone non abituate al consumo o se assunto ad alti dosaggi) la concentrazione e l’equilibrio, due pilastri fondamentali della disciplina yogica.

L’importanza della varietà di cannabis

In Italia fumare cannabis è illegale:qualche corso ispirato al Ganja Yoga è comunque arrivato anche qui, ma non prevede ovviamente il consumo pre-lezione di cannabis contenente THC e CBD. Se decidete di praticare in autonomia questa disciplina sappiate che una delle cose più importanti è scegliere la giusta qualità di cannabis. Perché un quantitativo troppo elevato di THC potrebbe ostacolare l’esperienza rendendo difficile concentrarsi e focalizzare le proprie energie sul controllo della mente e del corpo. Al contrario utilizzare la cannabis light è invece un’ottima idea perché gli alti livelli di CBD che contiene possono offrire la giusta dose di rilassamento al corpo e la mente, senza nessun tipo di effetto stordimento. Inoltre è importante che il consumo di cannabis sia limitato, non eccessivo o rischierete di bruciare completamente l’esperienza. Magari potrete partire con dosaggi molto leggeri per poi aumentare seduta dopo seduta fino a trovare il vostro equilibrio perfetto.

In definitiva pare che sia davvero molto soggettivo il beneficio di aggiungere il consumo di cannabis alla pratica dello yoga, ma in generale il nostro consiglio è approcciarlo solo quando si ha già un buon livello di conoscenza della disciplina, di farlo in un ambiente controllato magari in compagnia del proprio maestro o compagno di yoga di fiducia e di iniziare sempre in modo molto graduale con una cannabis ad alto livello di CBD e basso THC per evitare esperienze negative.

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