Tutti gli amanti dei gatti sanno che un ambiente sereno è il primo fattore di benessere per questi nostri piccoli amici. Per questo l’interesse verso l’olio al CBD specificamente pensato per il gatto è cresciuto in modo significativo, in parallelo alla diffusione dei prodotti a base di cannabidiolo destinati all’uso umano. E sempre più proprietari di animali domestici si informano su questa sostanza naturale, spesso spinti dal desiderio di migliorare la qualità della vita del proprio gatto in presenza di situazioni di stress o disagio.
Il CBD, acronimo di cannabidiolo, è uno dei principali composti presenti nella pianta di canapa: a differenza del THC, non produce effetti psicotropi e non altera lo stato di coscienza, e proprio questa caratteristica ha contribuito alla sua diffusione anche nel settore del benessere animale. L’olio al CBD, pur non essendo un farmaco veterinario, può davvero tornare utile anche ai nostri animali, se sappiamo come usarlo: in questo articolo andremo a fare un po’ di chiarezza su questo tema, sperando di essere il più esaustivi possibile!
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CBD per il benessere del gatto
Il motivo per cui online si parla così tanto di CBD anche in relazione ai gatti è legato alla presenza, nel loro organismo – così come nel nostro – del cosiddetto sistema endocannabinoide. Di cosa si tratta è presto detto: è un insieme di recettori distribuiti nel sistema nervoso e in altri tessuti, coinvolti nella regolazione di aspetti psicofisiologici fondamentali come l’equilibrio interno, la risposta allo stress, il sonno, l’appetito, la percezione del disagio e diverse altre importanti funzioni.
Il CBD interagisce indirettamente con questo sistema, motivo per cui viene talvolta associato – grazie anche alla numerose ricerche che la scienza sta portando avanti ormai da anni – a un possibile effetto riequilibrante. È importante però sottolineare che le ricerche scientifiche sull’uso del CBD nei gatti sono ancora limitate e gran parte delle informazioni disponibili deriva da studi preliminari, osservazioni cliniche e dall’esperienza di alcuni veterinari, più che da evidenze fattuali; tuttavia, il solco è tracciato e i primi risultati ufficiali non tarderanno.
Un aspetto centrale riguarda la distinzione netta tra CBD e THC. I gatti sono estremamente sensibili al THC, che può risultare tossico anche a dosaggi molto bassi. Per questo motivo è indispensabile utilizzare solo prodotti formulati specificamente per animali, con contenuto di THC nullo o non rilevabile (come ad esempio il nostro olio marchiato Cbweed); l’uso di oli destinati agli esseri umani è dunque fortemente sconsigliato e solo i prodotti specifici per animali possono essere presi in considerazione.
Olio al CBD per ansia e stress del gatto
L’ansia e lo stress sono condizioni più diffuse nei gatti di quanto spesso si creda. A differenza di altri animali, il gatto tende a manifestare il disagio in modo sottile: cambiamenti nel comportamento, riduzione dell’appetito, isolamento, vocalizzazioni anomale o episodi di aggressività improvvisa possono essere segnali di stress. Le cause possono essere molteplici: traslochi, modifiche all’ambiente domestico, l’arrivo di un nuovo animale o di un neonato, rumori improvvisi, viaggi, visite veterinarie o periodi prolungati di solitudine.
Per questo alcuni proprietari valutano l’olio al CBD come supporto per favorire uno stato di maggiore calma: il CBD non agisce come un sedativo e non “cura” questo stato, ma viene associato a un possibile effetto modulatore sulla risposta allo stress. Ed è fondamentale ribadirlo: il CBD non sostituisce interventi comportamentali, arricchimento ambientale o l’aiuto di un veterinario. Può al massimo affiancare un percorso già impostato, sempre con dosaggi molto bassi e monitorando attentamente la risposta del gatto.
Olio al CBD e gestione del dolore nel gatto
Un altro ambito spesso citato è quello della gestione del dolore, in particolare nei gatti che soffrono di fastidi cronici o rigidità articolare. Alcune ricerche suggeriscono che il CBD possa influire sui processi infiammatori e sulla percezione del dolore, ma nel caso specifico dei gatti i dati disponibili sono ancora parziali. È essenziale chiarire che l’olio al CBD non è un antidolorifico e non deve mai sostituire i farmaci prescritti dal veterinario.
Per questo in presenza di dolore acuto, traumi o patologie diagnosticate, l’intervento medico resta imprescindibile. In alcuni casi il veterinario può valutare il CBD come supporto complementare, soprattutto nei contesti di dolore cronico lieve o come integrazione a un percorso già definito. L’autosomministrazione a questo scopo senza indicazioni professionali comporta rischi inutili e va evitata: non facciamo del male ai nostri piccoli amici!
CBD per gatto anziano
Con l’avanzare dell’età il gatto può andare incontro a una serie di cambiamenti fisiologici e comportamentali: riduzione della mobilità, rigidità articolare, disturbi del sonno, maggiore irritabilità o difficoltà ad adattarsi ai cambiamenti sono condizioni comuni nel gatto anziano. In questo contesto alcuni proprietari considerano il CBD come supporto al benessere generale, con l’obiettivo di migliorarne la qualità della vita.
Tuttavia, il gatto anziano è spesso più sensibile alle sostanze e può assumere farmaci per altre patologie croniche. Per questo motivo è fondamentale adottare un approccio ancora più prudente: concentrazioni molto basse, osservazione costante di eventuali effetti collaterali e confronto regolare con il veterinario sono elementi imprescindibili. Il CBD deve essere parte di una gestione complessiva dell’animale, non una soluzione isolata!
CBD per gatti: controindicazioni ed effetti collaterali
Sebbene il CBD sia generalmente considerato ben tollerato, non è privo di possibili effetti collaterali, soprattutto se somministrato in modo scorretto o a dosaggi eccessivi. Tra le reazioni più comuni si segnalano sonnolenza, letargia temporanea, disturbi gastrointestinali e variazioni dell’appetito. Un aspetto spesso sottovalutato riguarda le interazioni farmacologiche. Il CBD viene metabolizzato dal fegato e può interferire con alcuni farmaci, alterandone l’efficacia o la tollerabilità.
Per questo motivo è sconsigliato in gatti con patologie epatiche o in terapia farmacologica senza il parere del veterinario. Particolare attenzione va posta al rischio di esposizione al THC. Anche tracce minime possono causare effetti neurologici seri nel gatto, come disorientamento, tremori o letargia marcata. La scelta del prodotto è dunque cruciale: per questo noi vi consigliamo il nostro olio CBD, che grazie all’aggiunta dell’olio di salmone risulta molto ricco anche di Omega 3 e acidi grassi EPA e DHA.






