Assumere CBD per una dieta dimagrante: cosa dicono gli studi scientifici

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Chi è sovrappeso e vuole dimagrire per raggiungere il proprio peso forma, tradizionalmente pensa a prima di tutto a seguire una dieta bilanciata e fare esercizio fisico. Sicuramente questi sono i primi passi fondamentali per perdere peso ma ci sono anche alcuni integratori in grado di aiutare il funzionamento del metabolismo e in particolare di accelerarne le funzioni, come ad esempio il CBD.

Da quando i cannabinoidi sono diventati interessanti a livello medico e scientifico sono state scoperte davvero tantissime potenzialità correlate all’utilizzo medicale di queste sostanze. In particolare è stata indagata la capacità che il cannabidiolo (una delle molecole non psicoattive chiamate appunto cannabinoidi e presenti nelle infiorescenze di cannabis) ha di stimolare l’elaborazione dei nutrienti da parte del corpo umano e, visti i promettenti risultati in questo campo, sempre più gruppi di ricerca hanno scelto di approfondire l’argomento che ha sicuramente un fortissimo appeal sia dal punto di vista commerciale che medicale.

La correlazione del CBD con il sistema metabolico

Questa tipologia di studi si basa principalmente sugli effetti che il CBD scatena sul nostro sistema endocannabinoide, un apparato ricettivo presente nel corpo umano che pare fortemente coinvolto nella gestione metabolica. Una volta introdotto nel sistema, il Cannabidiolo viene intercettato ed elaborato da una serie di recettori specifici (ad oggi ne sono stati individuati solamente 2, chiamati CB1 e CB2). Questi recettori sono presenti in vari organi e apparati del corpo, in modo davvero capillare a partire dal cervello fino alle zone digestive o ad esempio nel fegato. Il ruolo dei cannabinoidi sul metabolismo e in particolare del CBD si può correlare prevalentemente alla sua capacità di ridurre l’accumulo di tessuto adiposo, proprio grazie alla stimolazione del sistema endocannabinoide mediante i recettori citati.

Cosa dicono gli studi scientifici su sistema endocannabinoide, metabolismo e CBD

Lo studio più recente e importante che raccoglie i dati ad oggi disponibili e verificati su come i principi attivi della cannabis influenzano il sistema endocannabinoide è questa revisione della letteratura pubblicata nel 2018 sulla rivista International Journal of Molecular Science e coordinata dal dipartimento di farmacologia della University of British Columbia di Vancouver.

L’indagine “Cannabinoid Receptors and the Endocannabinoid System: Signaling and Function in the Central Nervous System” racconta la presenza di numerosi ambiti terapeutici per i quali il cannabidiolo potrebbe essere benefico a livello terapeutico, sia assunto singolarmente che in associazione con altre terapie principalmente per la sua azione riflessa sul sistema endocannabinoide. Il sistema, come abbiamo già detto, regola il bilancio energetico, la presenza di enzimi metabolici e l’accumulo di nutrienti. Ecco perché l’assunzione di livelli adeguati di CBD può incidere anche in modo considerevole sulle capacità del nostro corpo di assorbire sostanze nutritive e bruciare calorie.

Questo studio pubblicato sulla rivista Molecular e Cellular Biochemestry si concentra proprio sulle capacità del CBD di bruciare calorie e grassi, in particolare sottolineando come l’azione sia rivolta nello specifico a cellule chiamate preadipociti che vengono scomposte grazie all’influenza del cannabidiolo sul sistema endocannabinoide.

Usare il CBD come integratore fa davvero dimagrire?

Ancora non esiste una risposta scientificamente risolutiva a questo quesito. Di sicuro però esistono molti indizi che indicano che la medicina potrebbe essere sulla strada giusta orientando i nuovi progetti di studio in questa direzione d’indagine. Per forza di cose inoltre è doveroso specificare che la perdita di peso in ogni persona funziona diversamente anche perché è influenzata da tantissime varianti. Il CBD per quanto possa essere promettente non è in grado di garantire il calo di peso senza essere abbinato a un’alimentazione sana e all’attività fisica, inoltre il sistema endocannabinoide di ogni individuo è soggetto a particolarità e non tutti hanno le medesime reazioni all’assunzione di cannabinoidi.

Detto questo, la ricerca scientifica sta dimostrando ogni giorno di più le varie proprietà del cannabidiolo, che nel frattempo è stato testato come sostanza sicura, quasi del tutto priva di effetti collaterali e addirittura viene consigliato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come sostanza dal potenziale benefico. Si prosegue alla ricerca di ulteriori conferme per una futura applicazione del CBD in ambito terapeutico in merito al trattamento dell’obesità e nel frattempo in molti lo scelgono il come integratore alimentare proprio per la sua probabile capacità di regolare il metabolismo e stimolare la perdita di peso in eccesso, magari abbinandolo al consumo di alimenti a base di canapa che, come abbiamo raccontato in questo articolo, forniscono complessi nutrienti molto utili per chi vuole tenersi in forma.

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