Cannabis terapeutica, i benefici di una filiera 100% italiana

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La cannabis negli ultimi anni ha completamente rivoluzionato l’economia commerciale non solo dell’Italia, ma addirittura di buona parte del mondo. Tra cannabis legale, cannabis light e cannabis terapeutica il nome di questa pianta è ormai quotidianamente sulla bocca di tutti. Si parla addirittura di “new canapa economy” (leggi il nostro articolo) per rendere l’idea del peso di questo nuovo business e delle sue potenzialità per il futuro.

L’Italia sta cercando di tenere il passo e lo sviluppo della filiera agricola e quella industriale della canapa sono oggi ai massimi livelli storici. La coltivazione di canapa (con fini vari come quello destinato alla raccolta delle infiorescenze, dei prodotti alimentari, cosmetici, tessili o dei materiali destinati alla bio edilizia) ha accresciuto in pochissimi anni la sua portata, come comunicato da Coldiretti, passando da 400 ettari di terreno occupato nel 2013 a ai quasi 4000 del 2018.

Se la produzione agricola di piante di canapa sta andando alla grande, c’è ancora sul territorio italiano una nicchia di coltivazione e lavorazione che purtroppo rimane vincolata da una legge a dir poco limitante: stiamo parlando della coltivazione di piante destinate alla produzione di infiorescenze per lo sviluppo di cannabis terapeutica.

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Il miraggio della cannabis terapeutica Made in Italy

Oggi infatti sempre più tipologie di pazienti sono stimolati dal proprio medico a intraprendere percorsi terapeutici che includono l’utilizzo di cannabis terapeutica. È un prodotto molto diverso dalla cannabis light, infatti ha valori molto più elevati di cannabinoidi come THC e CBD e in Italia viene prodotto solamente dall’Istituto Chimico Militare di Firenze in quantità molto ridotte. L’impiego di queste terapie è consentito per la gestione del dolore in presenza di gravi patologie come la sclerosi multipla, tumori o in presenza di lesioni midollari oppure in particolari patologie epilettiche farmacoresistenti. La richiesta da parte di medici e pazienti di cannabis terapeutica è sempre maggiore e l’Italia è evidentemente impreparata ad accogliere le numerose richieste di queste persone. Per ovviare alla scarsa produzione Made in Italy lo stato si è fino ad ora rivolto ai Paesi Bassi, organizzando import costosi e dal lento approvvigionamento.

Coldiretti si espone ancora una volta per la cannabis

Allora perché non incentivare la coltivazione di cannabis terapeutica in Italia, modificando la legge che impone ristrettezze così insensate alla produzione su territorio italiano? Coldiretti parla di benefici economici enormi che potrebbero derivare da una programmazione tutta italiana della filiera produttiva e di elaborazione della cannabis terpeutica, sia a livello si entrate economiche sia parlando di aumento di posti di lavoro. L’organizzazione di una filiera pensata per sostenere appieno i bisogni attuali italiani porterebbe a un business da 1,4 miliardi di euro e contribuirebbe a generare almeno 10mila posti di lavoro.

In Italia non mancherebbero certo le infrastrutture per improntare questo tipo d mercato, anzi (come sottolinea un rappresentante Coldiretti): in Liguria per esempio esiste un sistema di serre che potrebbero essere con un minimo investimento convertite in terreno di coltura per le piante di cannabis. Basterebbe avere il benestare del governo e istituire protocolli particolari per garantire la produzione in sicurezza e istituire norme di controllo specifiche. Inoltre gli agronomi italiani hanno già una conoscenza avanzata della coltivazione delle piante di canapa e non avrebbero certo problemi ad adattarsi a questo tipo di produzione.

L’Italia che punta sulla Cannabis ma non viene ascoltata

Molti territori stanno richiedendo la possibilità di contribuire alla produzione di cannabis terapeutica per aggiudicarsi una fetta di questo business; tutto il sud Italia e le isole rimangono in attesa con la viva speranza di avere una possibilità tangibile di un nuovo sviluppo mentre addirittura a Milano il Consigliere Comunale Alessandro De Chirico (vicecapogruppo di Forza Italia Milano) ha presentato una mozione in Consiglio Comunale per richiedere al governo l’autorizzazione alla coltivazione controllata di cannabis terapeutica nell’area agricola di Parco Sud. La richiesta sarebbe motivata dalla volontà di poter soddisfare finalmente la domanda proveniente da malati gravi italiani, di creare posti di lavoro e profitti utili a preservare il patrimonio delle cascine milanesi, che necessitano di urgenti ristrutturazioni ma per la quale non sono previsti fondi pubblici.

L’Italia sembra continuare chiedere la possibilità di ritornare forte e indipendente, anche e soprattutto nella coltivazione di cannabis terapeutica. Gli italiani sono forse stanchi di piangersi addosso e si sono finalmente forse resi conto che la cannabis (in questo caso quella terapeutica) potrebbe essere parte della risoluzione del problema. Aspettiamo dunque che anche il governo si accorga di questa preziosa chance e la smetta una volta per tutte di ostacolare il progresso.

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