Cannabis Light Terapeutica

CBD e reumatismi nei cani

Come gli esseri umani anche i cani possono soffrire di dolori articolari e infiammazioni dell’apparato muscolo scheletrico. L’artrite nei cani è una malattia molto diffusa ed è spesso degenerativa: causa rigidità e tanto dolore ai nostri amici a quattro zampe. Alcuni studi dicono che 1 cane su 5 svilupperà questa malattia debilitante soprattutto durante l’età avanzata quando le articolazioni saranno più usurate.

Per curare e intervenire dando sollievo da questo fenomeno ci sono diverse soluzioni, anche se nessuna è risolutiva, un grande aiuto può arrivare dai cannabinoidi e in particolare dal CBD, scopriamo come e perché le molecole della cannabis possono mitigare gli effetti dell’artrite e dei reumatismi nei cani.

Come per gli uomini sono solitamente i cani poco attivi, con problemi di obesità (o quelli di alcune razze più delicate come struttura) i candidati più probabili per lo sviluppo di questo problema.

Molto spesso il danno in questione può progredire e manifestarsi solo quando la compromissione è già avanzata, questo perché la cartilagine non è innervata, e il danno può avvenire senza segni manifesti e risultare evidente solo quando l’articolazione viene gravemente colpita ed il liquido lubrificante (liquido sinoviale) ha perso definitivamente la sua capacità protettiva, scatenando forte dolore e infiammazione. In questi casi si parla a tutti gli effetti di osteoartrite canina, che può affliggere i cani anziani ma anche i giovani con particolari malformazioni (come la displasia dell’anca) o vittime di incidenti e grossi traumi.

Trattamenti canonici contro l’artrite e i reumatismi nel cane

La situazione patologica canina è molto simile a quella del padrone a due zampe: per limitare dolore e infiammazione possono essere eseguite operazioni chirurgiche che intervengono sulle articolazioni.

La più drastica è la sostituzione dell’articolazione che prevede la rimozione della parte articolare danneggiata e la sostituzione con una protesi o un impianto.

Ovviamente queste operazioni sono molto invasive, c’è rischio di un recupero non totale e il pericolo dovuto alle reazioni avverse da anestesia.

Soprattutto per i cani anziani è un’opzione spesso non percorribile. Gli interventi non invasivi farmacologici puntano a ridurre l’infiammazione per favorire il benessere del cane e cercare di garantire il più a lungo possibile la capacità di movimento ma non sono risolutivi.

I prodotti più comunemente prescritti dai veterinari sono i farmaci anti-infiammatori non steroidei (ovvero i FANS). Questo gruppo di farmaci agisce per lo più bloccando i percorsi biochimici che portano all’infiammazione dell’articolazione e scatenano quindi il dolore. I farmaci steroidei invece vengono usati per trattare alcune malattie infiammatorie autoimmuni perché agiscono sul dolore e l’infiammazione limitando le risposte del sistema immunitario.

Sia i FANS che gli steroidi però non favoriscono la guarigione dei tessuti articolari e hanno molte controindicazioni, soprattutto per l’utilizzo nel lungo periodo.

Trattamenti non invasivi a base di cannabinoidi

Ve lo abbiamo già detto in molte occasioni: il CBD è un antidolorifico e antinfiammatorio molto efficace negli uomini e ha pochissime controindicazioni.

La pianta di canapa contiene molti cannabinoidi e tra questi la maggior parte (a differenza del THC) non hanno effetti psicoattivi.

Oggi i fari sono puntati sul CBD, una molecola della cannabis che a detta di molti potrebbe diventare l’antidolorifico/antinfiammatorio del futuro per gli umani ma anche per gli animali e soprattutto per i cani che sono anch’essi dotati di un sistema endocannabinoide (cos’è ve lo spieghiamo in questo articolo).

L’artrite reumatica consiste in processi infiammatori di vario tipo che possono essere di varie origini e, a seconda della causa scatenante, possono coinvolgere solo alcune articolazioni o varie zone del corpo.

In ogni caso il sintomo più comune di un’artrite è il dolore ed esistono pochi farmaci in grado di contrastare questa condizione cronica senza pesanti ripercussioni sull’organismo. Ecco che entra in gioco la cannabis e in particolare il CBD, una molecola dal potentissimo effetto antinfiammatorio e quindi anche antidolorifico.

Secondo le ultime ricerche la somministrazione di questo tipo di cannabinoide sembrerebbe avere importanti effetti positivi nel trattamento dei dolori cronici e delle infiammazioni in generale anche negli animali; quindi sono nati molti prodotti specifici… soprattutto per i cani.

Per quanto riguarda l’artrite canina e le malattie antinfiammatorie esistono numerosi studi che parlano non solo di un’azione di sollievo dal dolore ma anche della reale possibilità di rallentare decorso della patologia e i danni fisici che ne derivano.

Ecco quindi che il cannabidiolo (somministrato in gocce o sotto forma di alimenti integrati) diventa un’alternativa interessantissima o un coadiuvante alle cure farmacologiche più utilizzate.

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