Come reidratare le infiorescenze di cannabis: scarti vegetali, humidor…

Cannabis Secca Come Reidratare le vostre infiorescenze con scarti vegetali, humidor e altri sistemi

È successo davvero a tutti, un sacchetto non chiuso bene in una giornata troppo calda, un vaso messo nel posto sbagliato, una scorta di cime immagazzinata per troppo tempo. Quando la cannabis perde eccessivamente umidità la sua qualità indiscutibilmente peggiora, ma ci sono diversi modi per impedire alla marijuana di seccarsi troppo o per donare alle cime nuova umidità. Ecco quali sono le nostre dritte contro le infiorescenze troppo secche.

Non c’è bisogno di disperarsi se avete preso tra le mani un bel fiore di cannabis dalla vostra scorta personale e avete notato che purtroppo è tutto rinsecchito e ha perso buona parte del suo aroma naturale. Ebbene siamo obbligati a sgridarvi perché avete sicuramente fatto qualcosa di sbagliato in fase di conservazione o semplicemente avete atteso troppo a godere del vostro fiorellino, ma detto questo sappiate che è possibile rigenerare l’infiorescenza, questo migliorerà la situazione della cannabis e vi garantirà una fumata migliore. Ma partiamo cercando di prevenire questa disgrazia, perché per le questioni importanti prevenire è sempre meglio che curare e inoltre per principio la marijuana deve essere trattata come una regina, quindi ecco a cosa vi consigliamo di prestare attenzione quando preparate/acquistate/conservate le vostre cime.

Ci sono vari motivi per trovarsi con infiorescenze troppo asciutte: solitamente o sono state eccessivamente essiccate o sono state coltivate in una zona molto calda e asciutta oppure sono state conservate malamente o per troppo tempo dalla raccolta. Siete compratori? Guardate sempre che i vostri acquisti siano di buona qualità, non già eccessivamente asciutti e belli resinosi, se al momento non avete modo di ottenere fiori migliori comprate in piccole quantità, fare scorte di una cannabis già troppo asciutta non è una buona idea. Se siete voi a produrre il raccolto seguite le nostre indicazioni per la concia e l’essiccazione o quelle di un altro coltivatore esperto, non improvvisate mai.

Una volta che avete la vostra scorta assicuratevi di mettere in atto le migliori tecniche di conservazione (come vi spiegheremo dopo).

Come capire se la vostra cannabis è troppo secca

Se siete esperti capirete subito se quei fiori che avete per le mani sono davvero troppo secchi, altrimenti vi consigliamo di maneggiarli un attimo con delicatezza e se al minimo tocco si sbriciolano sono decisamente troppo asciutti e necessitano reidratazione. Infatti la fumata di una marijuana a zero umidità oltre ad essere meno piacevole come aroma può essere anche fastidiosa per la gola e rilasciare un fumo meno vellutato e gustoso. Quindi se vedete che della cannabis che conservate da un po’ ha perso gusto, ha un tono amaro, brucia velocemente e si presenta molto friabile potreste voler ricorrere ad una reidratazione di un qualche tipo per migliorarne la qualità.

Come reidratare la cannabis troppo secca

Sappiate che è possibile ridare un po’ di vita alle cime troppo asciutte ridandogli la giusta umidità artificialmente. Ecco le tecniche che vi consigliamo di utilizzare e i consigli per la conservazione delle vostre cime reidratate. Questi sistemi non potranno certo resuscitare i terpeni tanto aromatici che sono ormai andati ma di sicuro vi permetteranno di tornare ad avere una fumata liscia, vellutata e ad abbassare la velocità di combustione del vostro joint.

Reidratazione piante cannabis con acqua distillata

Una delle soluzioni migliori per recuperare un’infiorescenza rinsecchita è utilizzare acqua distillata ovvero un’acqua che è stata fatta evaporare ed è stata poi riportata allo stato liquido. Questa tecnica permette di rimuovere impurità chimiche o organiche ed avere un liquido il più possibile pulito e sano. In alternativa potreste utilizzare anche un’acqua naturale di bottiglia ma di buona qualità. La tecnica consiste nel mettere in un vaso di vetro o coccio aperto la vostra cannabis e di alloggiare questo involucro in un contenitore più capiente, dotato questa volta di coperchio sigillante. Di fianco al vasetto di cannabis mettete un pezzo di carta assorbente organica e pulita inumidita bene con l’acqua. A questo punto posizionate il coperchio (meglio se ermetico) del contenitore grande e riponete il tutto in un luogo fresco lontano da fonti di calore. Dopo circa 2 o 3 ore ricontrollate, se la vostra cannabis è sufficientemente umidificata e provvedete a riporla in conservazione, altrimenti lasciatela ancora ricontrollandola ogni tanto (fino a 10 ore).

Reidratazione piante cannabis con bucce di frutta o verdura

Questa tecnica un po’ meno pulita ma molto più biologica e naturale prevede di allestire lo stesso sistema che abbiamo utilizzato sopra di vaso piccolo scoperto e contenitore grande con coperchio, ma al posto della carta umida potrete utilizzare delle bucce e degli scarti di frutta o verdura. Infatti queste parti di scarto dei vegetali possono donare umidità in modo completamente naturale. L’ideale è utilizzare delle scorze di agrumi (ben lavati ed asciugati) che hanno un aroma piacevole e soprattutto non tendono (grazie alla presenza di molti oli essenziali) a generare muffe o sviluppare batteri. Vanno bene anche coste di insalata o bucce di mela anche se marciscono più facilmente e vanno tenute sott’occhio. I tempi per la reidratazione con frutta e verdura sono generalmente un po’ più lunghi di quelli con carta inumidita.

Buste umidificanti pronte all’uso

In commercio esistono anche delle buste pensate per ridare umidità alla cannabis e migliorarne la conservazione nel tempo. Sono generalmente fatte con materiali che agiscono ad osmosi a senso unico ovvero hanno pareti pre-umidificate che rilasciano gradualmente la propria acqua alla cannabis all’interno del contenitore senza riassorbirla. Non sono strumenti che durano all’infinito: quando le pareti sono completamente secche non sono più utilizzabili.

Utilizzo delle scatole humidor

Gli humidor sono strumenti per professionisti: delle scatole sigillanti in legno di cedro (un materiale notoriamente immune – o quasi – a parassiti e proliferazioni batteriche sgradite) dotate di un serbatoio per l’acqua distillata e di un igrometro (strumento di misurazione dell’umidità dell’aria). Nel serbatoio, dove si trova una spugna sterile, si versa dell’acqua distillata e si mantiene il livello pieno fino al segno di riempimento rabboccandolo ogni tanto. Posizionando la cannabis nella camera di conservazione avrete una situazione di umidità ideale. La conservazione in humidor garantisce un assorbimento lento dell’umidità da parte delle infiorescenze e un buon mantenimento di queste nel tempo.

Come conservare la cannabis reidratata

Avete usato uno di questi metodi per ridare vita, corpo e linfa alle vostre infiorescenze? Bene, ora consumatele prima che si secchino di nuovo e nel frattempo conservatele nel modo migliore! Ricordate sempre la grande importanza di evitare il classico sacchetto di plastica e di prediligere vasi in vetro con tappo ermetico, che siano delle giuste dimensioni e che vengano riposti sempre al buio e lontano da fonti di calore. Volete ripassare le regole per la migliore conservazione della vostra cannabis? Leggete i consigli che vi abbiamo dato in questo articolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *