Cos’è il Cannabimovone, il cannabinoide che si trova nella Canapa Carmagnola

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Il CBM, o cannabimovone, è un cannabinoide presente nella cannabis molto meno conosciuto di THC e CBD ma decisamente promettente. Secondo uno studio recente il suo utilizzo potrebbe avere grandi implicazioni nel mondo della cannabis, soprattutto per quanto riguarda la marijuana terapeutica.

É qualche hanno che è stata messa in luce la taciturna esistenza di questa molecola della cannabis, ma fino ad oggi erano passate piuttosto in sordina alcune delle sue più promettenti proprietà. Vediamo insieme cos’è il CBM e perchè sta attirando tanto l’attenzione di studiosi e scienziati.

Cos’è il cannabimovone

Già da diversi anni il nome di questa molecola della cannabis compariva in sporadici studi scientifici, ma fino ad oggi non si era arrivati a conclusioni soddisfacenti in merito alle sue capacità. Il CBM è una molecola che si trova in alcuni tipi di canapa, in particolare nella varietà nota come “Carmagnola”. Ovviamente condivide alcune somiglianze chimiche con cannabidiolo e tetraidrocannabidiolo, essendo anch’esso un cannabinoide. A puntare il faro su di lui è stato un articolo apparso nel numero di marzo 2020 della rivista scientifica Moleecules che ha approfondito la sua composizione e i meccanismi che vi sottendono. I ricercatori hanno scoperto attraverso test di modellazione 3D che il CBM interagisce attivamente con due importanti recettori (PPARα e PPARγ) che sono importantissimi per la creazione cellulare di molti organi vitali, per la regolazione ormonale, la gestione del metabolismo e anche per la nascita di alcune tipologie di tumori. Lo studio ha dimostrato che non solo c’è interazione tra PPARα/PPARγ e il CBM ma che tra essi si crea un vero e proprio legame chimico, questo fa ben sperare che questa molecola della cannabis possa dimostrarsi utile nel trattamento di moltissimi disturbi con particolare attitudine verso quelli metabolici, come ad esempio il diabete insulino resistente (pare che possa agire da insulino-sensibilizzante e promuovere i corretti livelli di insulina ripristinando la corretta attività metabolica).

Oltre a questo non bisogna dimenticare che i recettori PPAR sono in grado di controllare modifiche di tipo genetico-cellulare quindi rimane forte la speranza di applicazione del CBM per il controllo delle mutazioni maligne che danno origine a molte patologie tra le quali i tumori.

Canapa Carmagnola, una super pianta tutta italiana

La Carmagnola è una varietà di canapa coltivata in Italia da decenni. Spesso impiegata anche in ambito edilizio (come isolante termico e acustico). È una varietà frutto di incroci genetici elaborata a inizio 900, quando la canapa era un prodotto molto diffuso e tipico nel nostro paese. Questa genetica in particolare è sempre stata considerata di grande pregio: è robusta, alta (supera anche i 5 metri) e si adatta bene ai climi rigidi (infatti molte coltivazioni di Carmagnola si trovavano storicamente in Piemonte). Recentemente sono stati scoperti due nuovi cannabinoidi proprio in questa varietà autoctona italiana, il THCP (scopri di più su questo supercannabinoide) e CBDP.

Successivamente il gruppo di scienziati che indagava sulla Carmagnola ha deciso anche di riprendere gli studi sul già noto CBM e da quel momento si sono aperte nuove porte per il cannabimovone Attualmente però questa molecola è stata trovata solo nella Carmagnola; i quantitativi presenti in questa pianta sono comunque poco significativi e nel caso si iniziasse la produzione internazionale di prodotti a base di CBM sarebbe difficile ottenere i concentrati solo da queste piante. Ecco perché gli esperti in breeding si stanno concentrando nella creazione di una cannabis ricca di cannabimovone tramite il miglioramento genetico: quel giorno forse il CBM diventerà il nuovo cannabinoide d’élite per molte terapie all’avanguardia.

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