Cos’è la poliploidizzazione della cannabis, il futuro della selezione genetica

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Secondo alcune ricerche i semi di cannabis poliploide potrebbero essere la prossima grande evoluzione nel mondo della coltivazione della canapa. L’interesse scientifico nei confronti di questa mutazione genetica naturale della marijuana sta crescendo e alcuni tecnici pensano che questo sarà a breve un tema caldissimo nel mondo del perfezionamente genetico delle piante di cannabis.

Pensate a quanto è cambiato il mondo delle genetiche di marijuana negli ultimi decenni: all’inizio c’erano solo i semi di cannabis normali, che potevano produrre piante maschili e femmiili, poi si è passati alla selezione di sementi femminizzate per produrre piante dalle infiorescenze più redditizie (che oggi sono lo standard agricolo); dopo un po’ sono arrivati i semi autofiorenti per facilitare la coltivazione sia indoor che outdoor a varie latitudini; contemporaneamente le ricerche hanno sviluppato prodotti ricchi di CBD e poveri di THC (per avere infiorescenze legali che rispettassero i limiti di tetraidrocannabidiolo in vigore e allo stesso tempo offrire un’alta percentuale di cannabidiolo). Alcuni potranno storcere il naso, ma questo è l’universo della cannabis, una ricerca continua della perfezione genetica da raggiungere, non con la creazione di vegetali OMG, ma con una selezione sempre più attenta delle genetiche per raggiungere i propri obiettivi di produzione.

Ora è arrivato il momento della cannabis poliploide, che promette grandi evoluzioni. Questo è un tipo di cannabis presente in natura che in seguito a una mutazione naturale presenta un corredo cromosomico diverso, capace di dare raccolti molto abbondanti e effetti potenti.

Parlando di cannabinoidi del futuro, avete mai sentito parlare del THCP?

Cosa significa poliploidizzazione?

La poliploidizzazione è una mutazione che riguarda i cromosomi (in questo caso della pianta). I cromosomi sono fatti di DNA e contengono tutto il patrimonio genetico dell’essere vivente, animale come vegetale. Per esempio gli esseri umani ereditano 23 cromosomi da padre e madre, suddivisi in 23 coppie. Nell’uomo questi set cromosomici sono coppie diploidi, lo stesso avviene per la cannabis; quando però si hanno tre o più cromosomi in un set, si otterrà un organismo triploide o poliploide. Quindi riassumendo la cannabis poliploide presenta dei set da 3 o anche più cromosomi invece dei 2 normali che si accoppiano da padre e madre.

Cannabis poliploide: caratteristiche

Perchè la marijuana poliploide è migliore geneticamente? Il corredo genetico non diploide sembrerebbe garantire alcune particolarità rispetto alle classiche piante femmine: la pianta cresce più rapidamente, produce infiorescenze di ottime dimensioni e con un alto contenuto di terpeni e cannabinoidi.

Vogliamo però sottolineare nuovamente che non dovete pensare a semi modificati geneticamente, la cannabis poliploide non è un prodotto OGM! La poliploidia è un fenomeno presente in natura che viene incentivato tramite la selezione genetica. È già conosciuto ed utilizzato in agricoltura, ad esempio da moltissimi anni questa mutazione prolifica viene sfruttata nel settore agricolo per produrre il grano.

Studi scientifici sui semi di cannabis poliploide

Ancora questa selezione genetica non è una realtà ma ci sono tutti i presupposti perchè lo diventi a breve. Questo tipo di prodotto necessiterà diversi anni di studio per essere ideato, testato e perfezionato ma il risultato per l’ambito agricolo potrebbe essere rivoluzionario quanto quello dei semi femminizzati. Per ora le ricerche in merito hanno dimostrato che le piante di cannabis poliploidizzate sono molto resistenti, vigorose e produttive ma ancora non è stato individuato il giusto set genetico per ottenere i migliori risultati, soprattutto in quanto a contenuti di terpeni e cannabinoidi. Uno studio sottolinea che la presenza di cannabinoidi in piante triploidi possa essere addirittura inferiore rispetto alla stessa genetica diploide, mentre invece poliploidi maggiori sembra possano dare risultati eccellenti.

La ricerca di una genetica stabile e ad alta resa di tipo poliploide è attualmente portata avanti da molte grandi aziende, soprattutto in Nord America e Canada, ma anche Israele promette risposte imminenti su questo tema.

L’unica considerazione che ci sorge spontanea è questa: se si diffondesse guesto tipo di coltura in tutto il mondo nel settore della cannabis potrebbero esserci vantaggi per molti, sia piccoli che grandi coltivatori. Ma se questa genetica rivoluzionaria rimanesse appannaggio di pochi potenti gruppi potrebbe crearsi davvero un forte squilibrio di poteri, tanto grande da portare moltissimi produttori ad essere completamente fuori mercato in un settore sempre più competitivo.

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