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I segreti degli aromi naturali delle infiorescenze di Cannabis Light

Il bello del boom della cannabis light è che ora gli amanti della pianta di canapa sono più che mai motivati a fare quello che da anni sognavano di fare: coltivare cannabis liberamente e a tempo pieno, senza nascondersi e limitare le proprie attività in alcun modo. Dando così vita a una varietà incredibile di prodotti dalle mille caratteristiche e sfumature organolettiche. Questi esperti agronomi con la passione per le infiorescenze sono spesso dei veri propri artisti che studiano e si ingegnano per ottenere ad ogni raccolto prodotti sempre migliori.

Ecco perché oggi come oggi la cannabis può essere considerata un vero e proprio prodotto da degustazione, proprio come il vino che, a seconda delle influenze del clima, delle sementi utilizzate e della terra in cui cresce, assume sapori e aromi dalle sfumature complesse. Una delle strategie più comuni per valutare l’appetibilità di un’infiorescenza al momento dell’acquisto è sicuramente quella di avvicinare il naso alla bustina o al barattolo che la contiene per annusare gli aromi che sprigiona ed essere certi di scegliere una marijuana legale di qualità e in linea con i nostri gusti dal punto di vista olfattivo.

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Gli aromi della cannabis light

Annusando l’aroma goloso di molte varietà di cannabis si può pensare che la causa di questi odori, più o meno delicati, possano essere frutto di aggiunte artificiali poco ortodosse. La verità è che i produttori che si occupano di cannabis hanno imparato che la natura può fare molto meglio della mano dell’uomo. Per questo non dovete temere di avere a che fare con residui chimici indesiderati se la cannabis che avete tra le mani ha un odore inusuale. Se il prodotto è certificato come biologico saprete che è stata madre natura (aiutata dalle mani esperte di un coltivatore che sa il fatto suo) a creare quel piccolo bon bon di aromi intriganti.

La generosa diversità del patrimonio genetico della Cannabis offre solitamente aromi vari e piacevoli. I più comuni ricordano la frutta: fragola, limone, arancia, pesca, mirtillo, mora mango, melone, ananas, mandarino… oppure le erbe aromatiche e le spezie: basilico, salvia, menta, rosmarino, muschio e cannella. Esistono anche varietà che ricordano il formaggio o addirittura dal sentore di gasolio. Ognuno reagisce diversamente a queste “profumazioni”, un po’ come se fosse una sorta di aroma terapia, ma anche a seconda del nostro mood del momento possiamo aver voglia di una diversa sfumatura.

Terpeni, terpenoidi e flavonoidi

La spiegazione a questa naturale inclinazione a sviluppare diverse “profumazioni” è presto detta: nella cannabis si trovano si trovano biomolecole di vario genere che combinate tra loro in diverse concentrazioni determinano la presenza di aromi specifici. La pianta di canapa contiene terpeni, terpenoidi e flavonoidi. Le biomolecole responsabili dell’aroma si sviluppano insieme ai cannabinoidi nei tricomi (gli stessi che producono la resina nelle infiorescenze). Questi composti sono molto importanti per la crescita e lo sviluppo della pianta stessa, sono alla base di molti processi metabolici e l’odore stesso che conferiscono alla pianta garantisce un’azione protettiva efficiente e necessaria contro l’attacco di parassiti, funghi ed erbivori.

Come la fertilizzazione influisce sul profumo e sul gusto

Ma oltre alla selezione di una pianta dall’intrinseco carattere odorigeno, l’agricoltore può intervenire sul raccolto favorendol’insorgenza di un aroma particolare tramite l’utilizzo di particolari fertilizzanti. Per le colture biologiche si parla ovviamente di miscele di nutrienti organici e non di fertilizzanti di sintesi, che agiscono durante la crescita della pianta in modo naturale. Un’extrafertilizzazione può creare (specialmente durante la fase di fioritura) un’alterazione estrema dell’aroma della pianta, quindi gli agricoltori sanno quanto sia importante mantenere un giusto equilibrio di interventi nel percorso di vita della cannabis per avere come risultato finale infiorescenze sane, libere da parassiti e gradevolmente aromatizzate. D’altra parte come nella degustazione di un vino pregiato l’aroma invadente non trova spazio, lo stesso vale anche nella degustazione di cannabis, la ricerca della sintonia perfetta è un’arte fine che apre infinite possibilità per chi, come noi, non sa resistere al profumo di un’infiorescenza di grande qualità.

 

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