Le genetiche di cannabis famose e la loro storia: perché quei nomi strani?

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Entrando in un negozio di cannabis negli USA come in uno di cannabis light italiano vi troverete davanti molte infiorescenze con una denominazione comune, a prescindere dal brand e dalla location. Questo perché i produttori di cannabis propongono generalmente le proprie versioni create partendo da una serie di genetiche che hanno fatto la storia della marijuana e ne sono diventati i capisaldi. In questo articolo parliamo proprio di loro, delle varietà di cannabis più famose e di come sono venute alla luce.

Nello specifico abbiamo deciso di raccontare la storia di alcune varietà che ci stanno anche molto a cuore e che anche noi di Cbweed abbiamo deciso di produrre per l’Italia e l’Europa come Blueberry, Amnesia, Super Silver Haze, Cheese e Skunk.

Se di alcune genetiche si sa esattamente chi le ha inventate e diffuse di altre non si sa quasi nulla, proprio per l’alone di illegalità che per anni ha avvolto questo settore. Oggi però giustamente celebriamo le migliori varietà di cannabis esistenti e i loro creatori, veri e propri geni delle genetiche che hanno fatto la storia della marijuana in tempi davvero duri per gli appassionati.

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Blueberry

Partiamo da una delle nostre preferite: la fruttata ma pungente Blueberry, che nasce negli anni ’70 e si diffonde poi in tutto il mondo fino ad ottenere il primo premio all’High Times Cannabis Cup del 2000 nella categoria Best Indica. Questa varietà è un ibrido tra sativa e indica con una prevalenza della seconda, l’originale era famosa per i suoi altissimi livelli di THC e per il suo forte effetto psicoattivo che ha fatto innamorare tantissimi appassionati dello sballo più puro. La potente Blueberry è stata data alla luce da un breeder davvero iconico di quegli anni, il famoso DJ Short, un nome che ha regalato al mondo tante varietà di cannabis sperimentando incroci genetici con semi provenienti da tantissimi luoghi del mondo. DJ Short è sempre rimasto nell’anonimato ma il suo lavoro perdura fino ad oggi ed è stato importantissimo per sviluppare molte altre varietà che sono oggi sulla cresta dell’onda.

Amnesia

L’Amnesia è una delle più amate varietà di origine olandese ed è lodatissima per la sua capacità di donare a chi ne fa uso una decisa sensazione di euforia, tipica delle genetiche a preponderanza sativa come questa. Questa varietà è spuntata nel mercato alla fine degli anni ’90 e tuttora ad Amsterdam non c’è coffeshop che non esponga la sua speciale Amnesia. A prendersi il merito di questa scoperta è stato il team di breeder chiamato Super Strains, che ha contribuito notevolmente alla creazione delle enormi seedbank olandesi e che l’Amnesia ha portato alla ribalta internazionale. Le caratteristiche di questa genetica sono ben definite: piante forti e imponenti, dalla crescita rapida e dal volume impressionante. Le infiorescenze giganti inoltre hanno una forte presenza di resina il che le rende davvero aromatiche e preziose. Questa sativa è diventata in breve leggendaria per le sue dimensioni, ma soprattutto per il suo high poderoso e ancora oggi rimane una delle più amate cannabis a prevalenza sativa in tutto il mondo.

Super Silver Haze

Un’altra delle sative più apprezzate dai massimi esperti di cannabis mondiali è la potente Super Silver Haze. Il suo nome da super eroe della Marvel non è infatti immotivato: questa cannabis ha l’incredibile capacità di garantire un high forte ed energizzante. Rinomata per il suo alto contenuto di THC e per il suo effetto stimolante la Super Silver Haze è riuscita per tre anni consecutivi ad ottenere il primo premio al prestigioso Amsterdam Cannabis Cup. A livello percettivo questa varietà è relativamente poco aromatica, ha un sentore dolce ma non invasivo che la rende una sativa che mette davvero d’accordo tutti e che è utilizzatissima anche dai consumatori con fini terapeutici che non vogliono percepire sapori troppo forti. In particolare a livello medico è molto utilizzata da chi soffre di ansia e depressione proprio per la sua speciale capacità di farci sentire al meglio di noi stessi senza, diciamo, afflosciarci troppo.

Cheese

La famigerata Cheese è una di quelle varietà ad aver raggiunto una fama che pare essere imperitura. Cosa rende questa cannabis “formaggiosa”? Le sue note pungenti e acide al gusto e all’olfatto e la sua morfologia densa e pesante. Chi ha annusato una volta il fumo sprigionato dalla Cheese non lo dimentica, è potente e ha caratteristiche talmente particolari da essere riconosciuto a distanza. Non piace a tutti ma chi lo apprezza lo porta su un piedistallo e difficilmente riesce a farne a meno proprio per la sua particolarità. La Cheese nasce dalla una varietà di Skunk #1 (creata dal leggendario breeder Sam The Skunkman) quando negli anni ’90 un gruppo di produttori inglesi che la stava coltivando si rese conto che una delle piante nate da questi semi aveva caratteristiche particolarissime ed era assolutamente diversa dalle altre Skunk #1 che avevano piantato. Isolando e riproducendo questa pianta speciale dalle cime incredibilmente pesanti hanno creato la prima Cheese che divenne poi incredibilmente ricercata proprio nel Regno Unito e diede origine a tantissime sottovarianti grandiose come ad esempio la Blue Cheese.

Skunk

Non si può chiudere questo articolo senza aver parlato della Skunk, una delle genetiche le cui infinite varianti hanno avuto più fortuna in tutto il mondo e che è stata creata da un vero e proprio scienziato pazzo della cannabis: Sam the Skunkman. Perché è tanto famosa questa genetica? Per prima cosa per la sua resistenza e adattabilità: infatti le genetiche derivate dalla Skunk sono generalmente molto forti e riescono ad adattarsi e crescere a climi davvero improbabili per la cannabis in generale. Rendere la cannabis resistente alle condizioni climatiche avverse è stato un incredibile traguardo che solo un genio come Sam the Skunkman poteva ottenere: per farlo ha sperimentato a lungo con sementi provenienti davvero da tutto il mondo e collaborando in Olanda con alcune seedbank molto fornite è riuscito a portare la sua skunk fino alla perfezione: un seme adattabile all’inverosimile che produceva cime forti, potenti e allo stesso tempo altamente resinose, proprio per questo la sua Skunk è diventata una vera e propria pietra angolare della coltivazione di cannabis in Europa.

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