Tutto sull’incendio del negozio di Cannabis Light a Monterotondo

Incendio Negozio Cannabis Light Monterotondo

È accaduto tutto nel cuore della notte, il 16 marzo scorso a Monterotondo in provincia di Roma. Un uomo incappucciato ha preso una tanica di benzina un pacchetto di fiammiferi e ha appiccato il fuoco a un negozio recentemente inaugurato che commercia cannabis light.

Sin da subito la pista seguita nelle indagini dai Carabinieri è stata una: uno spacciatore arrabbiato con la voglia di mettere fuori gioco quella che secondo lui è una pericolosa forma di concorrenza. E infatti nel giro di due mesi è stato fermato il responsabile, un pusher locale di 21 anni, identificato anche grazie a un esaustivo filmato dove si vede il giovane letteralmente dare fuoco al negozio di cannabis light. Accusato di incendio doloso, il criminale era già noto alle forze dell’ordine per spaccio di droga (e altri reati minori) e sicuramente è stato spinto dalla paura degli esiti che, un business legale di cannabis light, poteva avere sul “suo” territorio di vendita. A conferma del coinvolgimento dell’arrestato, il giovane al momento del fermo eseguito dai carabinieri aveva lievi segni di ustione al viso successivi all’incendio.

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Cannabis Light: un business legale che sfida la criminalità

A Monterotondo, come tante altre zone della periferia di Roma, lo spaccio di sostanze stupefacenti è decisamente florido e vivace. Negli ultimi 6 mesi infatti i Carabinieri della Compagnia di Monterotondo hanno arrestato almeno 14 persone per spaccio di sostanze stupefacenti nonchè sequestrato un bel bottinoi: 1 kg di hashish, 37 grammi, 400 di marijuana di cocaina  e 1 kg di MDMA. Dopo numerose segnalazioni da parte della polizia anche nei confronti dei clienti degli spacciatori (che si troveranno ora alle prese con problemi legali di grave entità), il gruppo criminale che gestisce i traffici illeciti nella zona deve aver pensato che l’apertura di un negozio di cannabis light (dove la vendita è completamente legalizzata e avviene tutto alla luce del sole) potesse allettare troppi clienti e quindi ha pensato di tagliare le gambe alla concorrenza con questo gesto plateale e crudele.

Un messaggio brutale contro il business della Cannabis Light

Il Canapapub Thc- di Monterotondo, un locale accogliente con tanto di tavolini all’aperto, era sicuramente visto di cattivo occhio dal gruppo criminale che gestisce il traffico di stupefacenti nella zona e il messaggio, mandato tramite il giovane incendiario, al mercato della cannabis legale è chiaro e spaventoso. Ma in questo mondo c’è spazio eccome per la legalità e le cose cambieranno in fretta, cosa di cui siamo più che certi.

Il solo fatto di essere un intralcio per il commercio criminale dovrebbe far notare a tutti il beneficio che potrebbe apportare un miglioramento e chiarimento (una volta per tutte) delle norme sulla vendita di Cannabis legale, per togliere potere e entroito a queste persone che in tutta Italia gestiscono illegalmente e con metodi a dir poco brutali una fetta enorme di questo business.

Cannabis legale vs Cannabis illegale

Inoltre, i prodotti venduti illegalmente da questi spacciatori mettono a rischio tante persone che, in cerca di semplice relax, acquistano prodotti di dubbia provenienza e composizione. Invece comprando legalmente, nei negozi ormai sorti in tutta Italia, è possibile avere derivati della Cannabis Sativa certificati e con un livello idoneo di Thc, la sostanza psicotropa prodotta dalle infiorescenze di canapa, la cui percentuale sancisce o meno la legalità del prodotto.

Il negozio di Monterotondo è stato danneggiato dopo soli 6 giorni dall’apertura! Speriamo che le istituzioni sostengano il suo lavoro soprattutto in una provincia come Monterotondo, dove il crimine ha dato prova di avere ben pochi scrupoli e inibizioni. Perché in seguito a questi barbari atti di violenza ci rendiamo ancora più conto di quanto possa essere importante sostenere il commercio legalizzato della cannabis light proprio per non piegarsi a chi spadroneggia e si fa beffa della legge in questo modo. Promuovere lo sviluppo del commercio legale della cannabis, permetterebbe sicuramente di indebolire i gruppi criminali e allo stesso tempo di tutelare i cittadini amanti di questo prodotto, perché quindi continuare a opporsi ad un processo con tanti risvolti economici e sociali positivi?

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