Dal fascismo a oggi: la disinformazione contro Cannabis e Cannabis light

Disinformazione Contro Cannabis Light

Sempre più spesso ci capita di leggere articoli di giornale, post sul web o vedere servizi al telegiornale dove si parla di Cannabis. Essendo direttamente interessati e fermamente convinti che si debba parlare delle potenzialità di questo prodotto, benefico in tantissimi ambiti, dovremmo gioire di tanta pubblicità gratuita. La Cannabis (soprattutto light) sembra ultimamente essere sulla bocca di tutti.

Ma purtroppo quello che leggiamo è per il 99,9% disinformazione e falsità.

La bufala sulla Cannabis (light) è di gran moda

Prendendo atto che questo trend della bufala facile non coinvolge solo il mondo della Cannabis ma appare ormai affermato in tanti altri ambiti (soprattutto riguardanti la salute), non riusciamo a rassegnarci al fatto che l’opinione pubblica italiana venga quotidianamente dirottata dalla verità in modo così sistematico.

Per questo abbiamo deciso di provare a esporre il più possibile queste bufale e di confutare almeno una piccola parte di tutte le beffe mediatiche che ogni giorno, facendo l’interesse di uno o dell’altro, offendono con grande creatività una pianta nobile e utile come la Canapa che, guardando i fatti (quelli oggettivi) e i dati delle più recenti ricerche scientifiche, dovrebbe solamente essere celebrata.

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La nascita del boicottaggio della Cannabis in Italia

Se vogliamo partire da lontano a esporre la storia della disinformazione sulla Cannabis in Italia dobbiamo andare abbastanza lontano: fu infatti il fascismo uno dei primissimi a macchiare di infamia i derivati della canapa che durante il regime vennero etichettati come “una droga per neri e nemici della razza”. La propaganda fu certamente efficace e proprio in quei tempi vennero promulgate le prime leggi che imponevano pene pecuniarie e detentive per chi esercitasse commerci o per chi facesse uso di codesti prodotti a scopo curativo o ricreativo. Negli anni ’30 addirittura venne istituito il ricovero coatto per i cosiddetti tossici da Cannabis.

Le bufale più incredibili su Cannabis e Cannabis Light

Da allora l’opinione pubblica non si è allontanata più di tanto dalla visione fascista e proibizionista che ignora per principio anni di studi scientifici e pareri positivi in merito alle proprietà di un prodotto naturale che nel mondo sta ricevendo sempre più riscontri positivi.

Non è bastato che un legge chiarisse la possibilità di commerciare Cannabis Light in modo legale in Italia e che un commercio florido e vario di derivati della canapa prendesse piede; le bufale sulla Cannabis continuano tuttora con titoloni da record che citano numerosi casi di “overdose da Cannabis”, che parlano della cannabis light come nuova droga per il “super sballo” e fanno del THC una nuova e terribile sostanza stupefacente potentissima. Tra le altre cose abbiamo letto che consumare cannabis favorisce la disgregazione delle famiglie, l’ipertensione, la violenza immotivata e le amnesie.
Di contro tanti altri articoli disponibili sul web citano la Cannabis come miracolosa sostanza capace di curare casi di cancro che la medicina aveva definito irrisolvibili e addirittura attribuiscono a questa pianta la capacità di guarire dall’ebola.
Non sono barzellette, ma pure e semplici strategie per guadagnare click o l’attenzione del pubblico. 

Ma chi ci tutela dalle bufale?

Purtroppo nel caso delle pubblicazioni online amatoriali non esistono tuttora controlli e sanzioni in grado di tutelare i lettori dalla diffusione di notizie fasulle costruite ad hoc per percepire un guadagno personale (che sia esso economico o di altra natura).
Per quotidiani e telegiornali invece esistono organi preposti alla prevenzione della disinformazione, come l’Ordine dei giornalisti e il Garante delle Telecomunicazioni, che sono in grado di intervenire con procedimenti disciplinari e sanzioni in caso di riscontro di trasmissione di informazioni non veritiere.
Purtroppo pare che questi organi abbiano pochi interessi nella difesa della Cannabis o comunque in quella della verità, perché ultimamente le bufale sono sempre più frequenti e i fatti raccontati incredibilmente imprecisi o palesemente manipolati.

Ci fa piacere sapere che l’accettazione sociale della canapa stia progredendo in molte parti del mondo, per esempio negli Usa dove il consumo di derivati della Cannabis anche per scopo ricreativo è stato recentemente legalizzato anche in California (oltre che in altri 7 stati).

Attendiamo ancora però che l’Italia apra gli occhi e che quello che è un business dalle grandi potenzialità non venga più minato da una demonizzazione che non poggia su basi scientifiche ma su preconcetti arcaici quanto quelli che muovevano la campagna antifascista contro il consumo di Cannabis.

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