L’OMS ci ripensa: la cannabis va depenalizzata a livello globale

OMS Cannabis Depenalizzata

Quali saranno le conseguenze di un rapporto storico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulla liberalizzazione della cannabis?

Di notizie epocali sulla cannabis ce n’è quasi una al giorno, pare che tutto il mondo si stia velocemente accorgendo di quanto ogni parte della pianta di canapa meriti una celere riabilitazione dopo anni e anni di bistrattamenti.

L’ultimo a dire la sua è stato nientemeno che l’ONU, che ha decretato la necessità di cambiare l’approccio alla cannabis a livello internazionale. L’impatto di questa presa di posizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sarà certamente imponente e getterà nuova luce sulle decisioni future di molti stati a livello globale e sicuramente sulle politiche riguardanti la cannabis delle Nazioni Unite.

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Le Nuove linee guida dell’OMS su cannabis e derivati

La comunicazione dell’OMS è stata messa nero su bianco in occasione della definizione delle nuove linee guida sulla cannabis definite dal World Health Organization Expert Committee on Drug Dependence’s (il comitato di esperti sulle dipendenze dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) per la United Nations Commission on Narcotic Drugs (la commissione sulle droghe e i narcotici della Nazioni Unite).

Il rapporto stilato dagli esperti dell’OMS trae alcune considerazioni davvero importanti per il futuro della cannabis che vi riassumiamo brevemente, basandoci su un articolo molto ben fatto pubblicato sulla rivista Forbes in data 1 febbraio 2019.

  • L’Organizzazione Mondiale della Sanità chiede la depenalizzazione della pianta di cannabis e delle resine da essa estratte. Attualmente cannabis e derivati si trovano nella Tabella delle sostanze stupefacenti IV (la più restrittiva della Convenzione Unica sugli Stupefacenti del 1961, dove ad esempio si trova anche l’eroina).
  • L’OMS propone che il THC e i suoi derivati siano completamente rimossi da un altro trattato, quello del 1971 riguardante le sostanze stupefacenti e inseriti invece nella Tabella I della Convenzione del 1961 (considerate che ad ora si trovano contemporaneamente nelleTabelle I e IV, dove la IV individua sostanze considerate come particolarmente dannose e con limitati benefici medici).
  • L’OMS propone anche che il CBD e i suoi derivati contenenti meno dello 0.2% di THC non siano più sotto controllo internazionale. Questa iniziativa era già stata concordata ma in queste nuove dichiarazioni il concetto è stato ribadito.
  • Estratti e tinture di Cannabis sarebbero rimossi dalla Tabella I della Convenzione del 1961 e le preparazioni farmaceutiche contenenti THC ad alti dosaggi andrebbero posizionate all’interno della Tabella III sempre della stessa Convenzione, per riconoscere il loro valore a livello sanitario.

Quali saranno gli esiti di questa raccomandazione dell’OMS?

Le decisioni dell’OMS hanno un peso importante. Ci dicono che le politiche governative globali sono state fino a questo momento sbagliate e infondate e che il livello di “pericolosità” della cannabis è stato incredibilmente sopravvalutato quasi quanto sono state sottovalutate le sue potenzialità a livello medico e farmaceutico. Nella pratica ovviamente non bastano queste dichiarazioni dell’OMS a imporre una legalizzazione ai vari Paesi, ma di sicuro questo cambiamento direzionale potrebbe fungere da sostanzioso incentivo per quegli stati che già stanno valutando una potenziale depenalizzazione o addirittura una legalizzazione definitiva della cannabis.

In pratica il cambio di posizione dell’OMS dovrebbe incoraggiare in modo significativo i vari governi di stato a modificare le proprie leggi, quantomeno per l’uso medico e scientifico dei derivati della pianta di canapa.

Liberalizzazione delle cannabis: la parola alle Nazioni Unite

Quello che sappiamo per certo è che tra pochissimo queste proposte saranno esposte e vagliate alla Commissione delle Nazioni Unite per i Narcotici, dove i Paesi Membri potranno decidere se rivalutare la propria posizione sulla Cannabis e i suoi derivati. Questo sarà sicuramente un altro di quei momenti storici, un crocevia importante per la riabilitazione della cannabis, continuate a seguirci e vi terremo informati sui nuovi sviluppi internazionali.

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