Perché e come fare correttamente il risciacquo delle piante di cannabis

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Il risciacquo è una tecnica molto importante che può fare la differenza tra cime ottime e cime di scarsa qualità. Il motivo? È un lavaggio delle radici che, fatto al momento giusto, permette di portare via aromi sgradevoli e lasciare quelli migliori. È però molto importante scegliere il giusto momento per eseguire il risciacquo e anche farlo nel modo giusto, seguite le nostre istruzioni per non fare errori da principianti.

Perché il risciacquo è una buona pratica

Se avete mai provato della cannabis dal cattivo aroma, con un tono forte e ruvido che invade bocca e naso, sapete che non c’è nulla di peggio. Molto spesso queste caratteristiche negative sono causate dalla combustione di alimenti non voluti, quali nutrienti in eccesso o minerali residuati da una terriccio troppo carico. Proprio per questo accumulo di materiale non desiderato la cannabis può avere uno strano retrogusto e l’unica soluzione per essere certi di non trovarsi in questa situazione è importante provvedere al lavaggio delle radici per drenare con efficacia la maggior parte di questi composti prima della raccolta. Questa tecnica, che si chiama anche flush, è decisamente un salvavita ed è anche davvero molto semplice da realizzare con successo.

Come funziona il risciacquo

Lo dice la parola stessa: le radici della pianta vanno irrorate copiosamente con acqua corrente a getto diretta sul terreno, in questo modo il liquido porterà via il grosso di queste sostanze e il terreno rimarrà il più possibile “pulito”. A questo punto la pianta sarà stata privata del suo sostentamento e inizierà ad utilizzare quello che ha immagazzinato al suo interno. Qui sta il trucco, i nutrienti che si sono accumulati nelle cime non vengono più conservati ma consumati dalla pianta per sopravvivere e quindi non saranno più presenti al momento della raccolta. Con questa azione sarete sicuri di eliminare anche sostanze eventualmente usate come antiparassitario che potrebbero inficiare l’aromaticità delle infiorescenze.

Bisogna però stare molto attenti perché nella fase sbagliata togliere le fonti alimentari alla cannabis potrebbe fare più danni che altro e farvi trovare con cime imperfette. Per questo motivo è molto importante fare il lavaggio al momento giusto.

Quando risciacquare la cannabis

Il lavaggio delle radici viene solitamente fatto un paio di settimane prima della data fissata per il raccolto. Non c’è dietro una scienza esatta ma è necessario assicurarsi che i tricomi siano visibili e che abbiano iniziato a mutare colorazione per diventare di quel caratteristico color lattiginoso che significa “maturazione in vista”. Solitamente i tricomi virano proprio in 12 giorni o 2 settimane quindi osservate le vostre cime ogni giorno in cerca dei primi cambiamenti cromatici per iniziare a risciacquare. Se invece coltivate piante in idroponica vi basterà iniziare il lavaggio una settimana prima.

Il risciacquo in fase vegetativa

A volte può essere opportuno eseguire lavaggi alle radici anche in altri momenti di crescita della cannabis, in particolare quando si manifestano gli effetti dannosi di una iperalimentazione della pianta (un terriccio troppo concentrato di minerali e nutrienti). Questo fenomeno è molto pericoloso per la pianta che inizia letteralmente ad avvizzire e a manifestare delle bruciature nelle foglie. Per risolvere il problema è possibile eseguire una serie di lavaggi e ripulire il terriccio. Ovviamente è una situazione limite che potrebbe non risolversi facilmente ma tentare non nuoce!

Come fare il risciacquo

Non c’è molto da dire: in pratica dovrete dare acqua (del rubinetto) alle vostre piante senza aggiungere altro e sospendere eventuali trattamenti; l’unica accortezza è assicurarsi che il ph sia giusto (tra 5,8 e 6). In pratica sospendete la solita alimentazione e da questo momento in poi innaffiate con sola acqua (o con soluzioni appositamente formulate per il flushing). Se avete un impianto d’irrigazione automatico riempite il serbatoio con acqua o una soluzione per il lavaggio delle radici. Quando vedete che il terreno è saturo di liquido attendete una decina di minuti e poi ricominciate a irrorare come prima. Se volete un riscontro più preciso potete utilizzare un misuratore di TDS (solidi totali disciolti), registrate il livello di solidi registrati nella vostra acqua di scolo e più sarà vicino al livello presente nella vostra acqua pulita pre-irrigazione, più avrete avuto successo. 

Se le vostre sono piante in vaso comportatevi allo stesso modo finché l’acqua drenata dalla pianta non avrà un colore piuttosto limpido (segno che i materiali nutrienti sono a bassi livelli.

Se la vostra è una coltura idroponica sarà ancora più facile eseguire il lavaggio, basterà sostituire l’acqua carica di nutrimenti con solo acqua o soluzione per il flushing. Il consiglio è quello di usare una dose d’acqua doppia rispetto a quella che avete usato fino a questo, momento così sarete sicuri di ottenere un buon lavaggio.

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