Tipi di hashish, le varietà più famose e apprezzate dagli appassionati

Tipi hashish varietà famose apprezzate appassionati

I veri appassionati lo sanno, come per le infiorescenze anche per l’hashish esistono tantissime varietà. Le differenze tra un tipo e l’altro di hashish riguardano la consistenza, l’aroma, il colore ma anche l’effetto del fumo in questione. Nel nostro articolo vi racconteremo quali sono gli hashish più famosi sulla piazza e vi illustreremo le loro caratteristiche principali.

Abbiamo parlato a lungo delle differenze tra cannabis e hashish in questo articolo, vi abbiamo già spiegato che questo tipo di derivato della cannabis può regalare effetti speciali assolutamente “da sballo” e che, anche a livello aromatico, è capace di offrire esperienze molto interessanti. Ma non vi avevamo ancora raccontato che esistono tante qualità di hashish che hanno aspetti peculiari e danno risultati abbastanza differenti tra loro.

Ecco quali sono le varietà più famose e degne di nota alle quali potreste essere interessati se volete scoprire il mondo dell’hashish.

Questo concentrato di cannabinoidi ha una storia antichissima e strettamente correlata alla spiritualità in molte culture. In India e Medio Oriente ha addirittura un passato secolare mentre in Europa è arrivato solo in epoca moderna e si è largamente diffuso dal XVIII secolo a partire da circoli artistici, culturali e letterari bohémien. Oggi è un prodotto molto amato e con tanti fans anche in Italia e, se volete approfondirne la conoscenza, scoprirete che a definire la tipologia sarà soprattutto l’area di provenienza. Infatti ogni paese che produce storicamente hashish ha elaborato nel tempo metodi di lavorazione e trattamenti molto peculiari che danno ovviamente origine a elaborati unici nel loro genere.

Ecco quali sono le principali varietà di fumo, dove e come vengono prodotte ma soprattutto quali sono i loro effetti tipici.

Charas

Il charas è la tipologia di hashish più diffusa in India e viene utilizzata largamente in moltissimi territori dove per gli uomini il consumo di cannabis è largamente tollerato (anche se proibito dalla legge). Infatti la cannabis cresce abbondantemente in Pakistan, India settentrionale e nelle zone limitrofe alla catena montuosa dell’Himalaya e in tutte queste aree ha un passato molto importante ed è stata a lungo usata come cura ayurvedica e strumento spirituale. La particolarità di questo concentrato è che viene elaborato a partire da cannabis non essiccata ma fresca, in particolare la lavorazione prevede lo sfregamento di cime fresche tra le mani per raccogliere meccanicamente la resina e farne poi delle palline o dei panetti. La consistenza del prodotto ottenuto è morbida, malleabile e poco omogenea. Il colore è marrone scuro all’esterno (per l’esposizione alla luce) e più chiaro o verdognolo internamente. Il charas è poco longevo rispetto ad altri tipi di hashish ma il suo aroma dolce e speziato unito agli effetti decisamente marcati e fortemente rilassanti lo rende un prodotto davvero eccellente. Peccato che sia anche piuttosto difficile da reperire in Italia.

Hashish Afgano

Una delle varietà più diffuse sul mercato è certamente l’hashish afgano, un concentrato tipicamente prodotto in Afghanistan, paese dove la crescita spontanea di cannabis è molto tipica ma lo è anche la coltivazione per il consumo locale ma soprattutto l’esportazione (che ha avuto un vero boom negli anni ’60). Ancora oggi l’Afghanistan è il principale produttore di hashish al mondo e per questo motivo in molti associano il termine generico hashish proprio con il fumo di tipologia/origine afgana. Nel suo paese d’origine questo viene chiamato chars e nasce a partire da tricomi estratti dalle cime già essiccate attraverso tecniche rigorosamente meccaniche e manuali. Questo concentrato di cannabinoidi e aroma (che potremmo identificare con il kief) viene poi idratato, riscaldato e lavorato a mano fino ad ottenere una pasta malleabile ma piuttosto densa e compatta di colore marrone scuro. Se vi capiterà tra le mani hashish afgano originale scoprirete che ha un aroma molto forte e che il suo fumo potente garantisce un effetto sedativo alquanto potente (dato dalla forte prevalenza indica delle piante locali).

Hashish Pakistano

Facciamo un breve excursus sul fumo pakistano che un tempo era molto diffuso mentre ora è meno facile da reperire. Prodotto principalmente nelle regioni di Chitral e Swat è similissimo a quello afghano: scuro, malleabile e dall’aroma molto forte. L’effetto è spiccatamente narcotico, proprio come per l’hashish che viene dall’Afghanistan.

Hashish Kashmiri

Il Kashmir è una travagliata regione a maggioranza musulmana situata tra le montagne dell’Himalaya a nord del subcontinente indiano, fra India e Pakistan. Entrambe le nazioni ne rivendicano la sovranità ma il vero re del Kashmir è senza dubbio il suo prezioso hashish, detto appunto Kashmiri. Si presenta decisamente compatto e ben pressato e dal colore esternamente scuro, con toni verdastri all’interno. È caratterizzato da un aroma molto speziato e da una fumata estremamente aromatica e vellutata che non irrita per niente la gola. La sua malleabilità è variabile perché spesso viene arricchito da oli naturali che lo rendono più morbido e facile da lavorare. Anche questo prodotto è abbastanza raro in Italia, ma una volta provato vi lascerà un ricordo indelebile anche grazie ad un high decisamente vigoroso per l’alto livello di THC.

Hashish libanese

La Bekaa Valley libanese è il paradiso dei fumatori, da qui arriva una buona fetta di tutto l’hashish commerciato al mondo. Qui le grandi cime locali vengono essiccate al sole, viene preparato il kief raccogliendo i tricomi e il tutto viene ben pressato in panetti che assumeranno una consistenza friabile. L’hashish del libano si suddivide in giallo o rosso, l’effetto della prima tipologia è generalmente più cerebrale rispetto a quello della seconda. In linea di massima il fumo libanese che arriva in Italia viene considerato poco qualitativo, soprattutto perché spesso si presenta poco efficace ed estremamente asciutto.

Hashish Marocchino

Nella zona di Ketama e in generale nel nord del Marocco si produce moltissimo hashish, le caratteristiche sono un’aromaticità estremamente piccante e speziata che si trasforma in un fumo morbido e gradevolissimo in gola. Vista la produzione intensiva la qualità del prodotto è molto spesso altalenante, quello più buono si presenta color cioccolato (ecco perché viene chiamato anche choco) ed appare più fresco e malleabile. L’effetto è solitamente meno sedativo e più cerebrale della media degli hashish in circolazione.

 

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