Trimming della Cannabis: cos’è e come farlo a secco o a umido

Trimming

Quando le vostre cime di cannabis saranno grandi e pronte per essere raccolte allora dovrete cimentarvi nel trimming. Non spaventatevi ma questa è una delle fasi più delicate della preparazione della marijuana ed è la chiave per un raccolto eccezionale.
Ma cos’è esattamente il trimming e perchè alcuni lo fanno su piante secche mentre altri preferiscono agire su cime fresche? Ecco la nostra guida al trimming per essere certi di svolgere al meglio questo delicato processo.

Perché fare sempre il trimming

Pensate che un trimming impreciso può peggiorare moltissimo o addirittura rovinare anche il raccolto migliore. Prima della concia e dell’essiccazione è necessario preparare le infiorescenze ripulendole da tutte le sostanze di scarto, è un lavoro che richiede buon occhio, manualità e precisione, ogni coltivatore ha le sue tecniche ma in generale il processo consiste nel rimuovere con una forbice da potatura tutto quello che non deve essere fumato/usato. Questo permetterà di avere cime più pure, più belle e più buone ma anche più al sicuro da muffe e proliferazione batterica. Oltre all’estetica sappiate che le cime trimmate al meglio saranno molto più aromatiche, rimarranno buone più a lungo e garantiranno fumate vellutate. Questo perché la presenza di materiale vegetale in eccesso a contatto con le infiorescenze può portare allo sviluppo di funghi o muffa, ad accumulo di umidità e a una combustione non omogenea. Soprattutto le foglioline in prossimità dei fiori potrebbero alterarne il sapore e addirittura risultare irritanti per i polmoni.

Cosa significa esattamente trimmare la cannabis?

Fare il trimming (o come dicono altri “la manicure”) significa rifinire il taglio della cima di cannabis in modo da rimuovere rametti o foglie inutili al consumo. Dopo aver tolto le cime dai rami infatti è necessario provvedere al taglio di tutte quelle piccole foglioline che aderiscono e si attaccano alle infiorescenze. In pratica si prendono forbici affilate che garantiscano una buona precisione e si separa l’oro dall’argento, perché quelle foglioline ricche di resina non sono immondizia ma solo un materiale inferiore che servirà a fare altro (ma che, non preoccupatevi, non andrà buttato).

Come trimmare la cannabis

Dopo aver scoperto l’importanza di trimmare la vostra cannabis è arrivato il momento di capire come farlo. Chiaramente ogni coltivatore ha il suo particolare metodo di trimming, alcuni sono più conservativi altri non perdonano la presenza di una fogliolina di troppo ma in generale le tipologie di trimming si dividono tra: il taglio bagnato (a fresco o umido) che si fa su pianta fresca e il taglio secco su cime essiccate. Entrambi hanno vantaggi e svantaggi, sarete voi a scegliere quello che preferite e più si adatta alle vostre esigenze.

Trimming umido

Il trimming umido, o a fresco, consiste nell’asportare le foglie anche di piccole dimensioni che si trovano intorno alle cime subito dopo che queste sono state recise dal ramo. Quindi la manicure viene eseguita a pianta ancora fresca prima del processo di essiccazione. Questa tipologia di pulitura risulta spesso essere più facile e grazie ad essa si ottiene generalmente un risultato più preciso, questo perché si vedono meglio le parti da rimuovere ed è decisamente più facile toglierle e manovrarle. Rimuovere le foglie subito dopo la raccolta è il modo più facile di trimmare ed è consigliato a chi ha scarsa manualità o è un principiante. Inoltre è anche decisamente più veloce. Le coltivazioni su larga scala che utilizzano molti braccianti per la raccolta e la lavorazione oppure che ricorrono ad un trimming meccanico con appositi strumenti utilizzano praticamente solo questo sistema proprio perché più conveniente come tempistiche e più semplice a livello pratico.

Trimming a secco

Il trimming a secco consiste nel far essiccare i rami potati prima di procedere alla manicure per pulire le infiorescenze. Dopo l’essiccazione le varie parti saranno molto più difficili da individuare e rimuovere, questo porterà inevitabilmente molte foglie a rimanere attaccate alla cima, quindi il risultato finale sarà più difficile e probabilmente meno accurato. Detto questo in alcuni casi può offrire risultati migliori, infatti con una manipolazione più tardiva si conserverà più resina, inoltre le cime si disidrateranno con maggior lentezza grazie alla presenza di maggior materiale vegetale e avranno quindi un aroma più intenso. Inoltre il trimming a umido richiede lavoro in spazi aperti mentre quello a secco può essere fatto anche più comodamente al chiuso. Il trimming a secco può essere fatto anche in fasi diverse dell’essiccazione, tagliando a fresco le foglie di maggiori dimensioni, iniziando l’essiccazione e lasciando per ultima la rimozione delle foglie più piccole in modo da ottenere un calo di umidità più graduale e maggiore protezione dei tricomi. Una volta che i rami saranno completamente essiccati e si spezzeranno alla minima pressione andranno rimossi del tutto e dovranno essere tolte anche la maggior parte delle foglie più minute (che verranno poi conservate per creare cosmetici, edibles, tinture, tisane e hashis).

Approfondimento: come usare gli scarti del trimming e della potatura di cannabis

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