Zimbabwe: via libera alla prima coltivazione di cannabis medica

Zimbabwe via libera prima coltivazione cannabis medica

Il governo dello stato africano dello Zimbabwe ha appena approvato un piano per dare il via alla prima piantagione di cannabis del Paese.

Il progetto, come comunicato tramite l’emittente nazionale CAJ News, avrà inizio presso la casa di reclusione Buffalo Range di Chiredzi, nel sud est dello stato.

La compagnia Ivory Medical, che si occuperà del tutto, ha scelto di coltivare 10 ettari di terreno adiacenti alla prigione proprio per l’alto livello di sicurezza che verrà in questo modo garantito al progetto. Stando alle fonti, starebbe inoltre preparando i documenti per un’offerta di locazione di altri 80 ettari limitrofi della Buffalo Range.

La legalizzazione della cannabis medica e terapeutica avvenuta in Zimbabwe nel 2018 tramite la legge SI 62/18, poi ampliata con la SI 178/18 che riduce le tasse per la coltivazione di cannabis da 50 000$ a 10 000$ locali.

La stessa legge consente all’Aeroporto Internazionale Robert Mugabe, situato ad Harare, di essere l’unica via di accesso per prodotti a base di cannabis.

La Ivory Medical è in partnership con la NSK Holdings & International Investors in qualità di investitori, con il Ministero della Salute e dell’Infanzia, e con una società portoghese, Symtomax, che fornisce servizi tecnici e agricoli.

Il piano della Ivory Medical è quello di estrarre olio di cannabis con metodi all’avanguardia, che la confermino leader nella produzione end to end in Zimbabwe.

“Siccome si tratta di un progetto abbastanza delicato e unico nel proprio genere nella provincia di Chiredzi e Masvingo, abbiamo bisogno di ulteriori confronti e approfondimenti con tutte le parti interessate” ha dichiarato Peter Mugodhi, direttore dell’Agenzia di Management Ambientale del distretto di Chiredzi.

Lo Zimbabwe è l’ultimo stato africano ad aver legalizzato a scopo medico la cannabis dopo il Sudafrica e il Lesotho, mentre l’uso ricreativo rimane illegale e trattato con pene severe. Prima della legge SI 62/18, la produzione e il possesso di cannabis potevano comportare fino a 12 anni di reclusione.
Nonostante la marijuana sia ancora fuori legge nella maggior parte del continente, ci sono diversi Stati, tra cui Malawi e Ghana, che stanno sondando il terreno per giungere eventualmente alla legalizzazione.

Viene stimato che la vendita di prodotti a base di cannabis possa fruttare allo stato dello Zimbabwe circa 7 miliardi di dollari nella valuta locale, entro il 2023.

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