Addio al Dr. Grinspoon, luminare che ha lottato per riabilitare la cannabis

Addio Dottor Grinspoon

Lester Grinspoon rinomato psichiatra e grande fautore della riabilitazione della cannabis negli Stati Uniti d’America ci ha lasciato il 25 giugno 2020 e noi, per onorarlo a pochi giorni dalla sua scomparsa, vogliamo raccontare la sua storia a chi ancoa non ha avuto la fortuna di conoscerla, perché sì… ci sono uomini di scienza davvero speciali che dedicano la vita a migliorare il mondo anche se a volte questo implica fare scelte controcorrente.

E il Dr. Grinspoon è stato una di queste.

Ci ha lasciato il giorno dopo aver compiuto 92 anni e siamo certi che abbia avuto una vita piena di successi e soddisfazioni, non solo per la veneranda età raggiunta. Lester è stato una celebrità nel mondo della moderna psichiatria, è stato a lungo professore emerito della famosa Università di Harvard ma soprattutto ha fatto fare alla medicina psichiatrica una serie di passi avanti davvero importanti, per esempio essendo il primo medico a prescrivere il carbonato di litio a pazienti affetti da disturbo bipolare.

Come ricercatore si è appassionato alla cannabis e alle sue potenzialità nel campo della medicina e ha pubblicato molte opere di divulgazione scientifica a sostegno della legalizzazione e dell’apertura alla cannabis terapeutica. Il valore aggiunto è che lo ha fatto in tempi in cui la repressione nei confronti di questa sostanza era al culmine; infatti uno dei suoi testi più famosi, intitolato Marijuana Reconsiderd, è stato pubblicato con grande scandalo nell’ambito medico e universitario nel 1971.

Pensate che all’inizio delle sue ricerche il Dottore era convinto che la marijuana fosse dannosa e pericolosa ma, dopo numerosi studi e test dai risultati sorprendenti, la sua avversione per i cannabinoidi è mutata in stupore e curiosità. Dopo aver lottato per anni per far accettare con occhio imparziale al mondo scientifico il risultato dei suoi studi e di quelli di altri colleghi ha contribuito a facilitare la legalizzazione e soprattutto la validazione dell’utilizzo in campo medico dei cannabinoidi in molti stati americani facendo quello che sapeva fare meglio: argomentando scientificamente e con dati alla mano le sue teorie pro-cannabis.

Nel ’94 è stato nominato direttore del Consiglio di Amministrazione dell’Organizzazione Nazionale Senza Scopo di Lucro per la Riforma delle Leggi sulla Marijuana e da allora è diventato per tutti uno dei volti del movimento per la legalizzione, in particolare il suo rappresentante del mondo medico—scientifico per eccellenza.

La sua storia ci insegna una cosa davvero importante: che le nostre credenze e convinzioni in campo scientifico non bastano, che ogni idea va sviscerata, testata con mente aperta e occhio obiettivo perché solo mettendo in discussione le nostre certezze e cercando la verità oggettiva si scoprono le grandi cose che possono cambiare per sempre la nostra visione e darci un proposito per il quale lottare.

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