Varietà e strain di Cannabis

Chi è Arjan Roskam, The King of Cannabis: storia del grande grower

“Quando ho iniziato a coltivare, in Olanda non c’era erba”

Continuiamo la nostra rubrica sui volti noti del mondo della cannabis, dopo l’italiano Franco Loja, vi raccontiamo tutto ciò che c’è da sapere su Arjan Roskam

Arjan famoso anche come “The King of Cannabis” è il fondatore della Green House Seed, banca dei semi dove sono state studiate e create le genetiche più amate di tutto il mondo, è il proprietario dell’omonima catena di coffee shop olandese e il protagonista della serie Strain Hunters.

Ma queste sono solo alcune delle attività che si possono attribuire a uno dei volti più noti del mondo della cannabis.

In questo articolo vi parleremo della filosofia che ha guidato il suo progetto, del suo percorso travagliato, dei suoi successi e vi racconteremo l’inaspettata storia nascosta dietro al titolo di “Re della Cannabis”.

Storia di Arjan Roskam e di Green House

Proprio tra pochi giorni, il 4 Aprile, sarà il compleanno di Arjan:

51 anni, di cui più di 30 dedicati alla nobile causa della Cannabis. 

Negli anni ‘80, quando ad Amsterdam si contavano appena una decina di coffee shop, un giovanissimo Arjan, come molti suoi coetanei comincia a consumare cannabis, fumando un po’ quel che passa in convento, principalmente erba importata dalla Thailandia e dalla Giamaica.

A 17 anni durante un viaggio, si ritrova in un piccolo paese disperso nelle campagne thailandesi dove incontra un uomo che aveva cominciato a utilizzare la Cannabis per trattare i dipendenti da eroina, ottenendo ottimi risultati.

L’attività di questo 78enne colpisce particolarmente Arjan, ma ancora non sa che sarà questo incontro a definire il suo futuro.

Poco prima della partenza l’uomo mette nelle mani di Arjan un pacchetto di semi, dicendogli “Questi un giorno rovesceranno governi”.

Convinto di aver incontrato un pazzo, ma con delle idee geniali, il futuro Re della Cannabis, utilizza i semi per cominciare la sua attività di breeding.

Realizzate le sue prime genetiche cerca di venderle ai Coffee Shop della sua città, che però le rifiutano.

Negli anni ‘80 spopolava l’hashish, e il suo lavoro non veniva preso in considerazione, il mercato della cannabis era più focalizzato sulle resine, sulle genetiche dalla fioritura rapida e dalle rese abbondanti più che dalla qualità dell’erba.

Ma cosa fa un produttore con l’anima da imprenditore di fronte a un ostacolo?

Forte della convinzione che la sua erba fosse la migliore, e del sostegno della moglie apre il suo primo Coffee Shop nel 1992 sulla Tolstraat, una via di Amsterdam.

Il primo anno il negozio sembra non ingranare, il socio di Arjan lo abbandona, lasciandolo solo con un grosso debito e pochissime entrate.

Ma proprio quando tutto sembrava andare male i Kennedy, proprietari della rivista High Times, varcano la soglia del suo Coffee proponendogli di partecipare a una competizione di marijuana.

Per farla breve? Dei sette premi in palio, Arjan ne vince sette.

Il successo travolge il negozio, Arjan comincia a guidare il mercato della cannabis, un successo dietro l’altro, fino al 1996 quando l’uscita della White Widow consacra definitivamente il nome di Green House Seed.

Il resto è storia…

Filosofia

Vi starete chiedendo cosa abbia spinto un giovane di 22 anni a riempirsi di debiti per un’attività che sembrava non decollare mai.

Arjan è appassionato di botanica fin da bambino, grazie alla madre…Ma non è stato solo questo a spingerlo a perseverare…Un altro evento come il suo viaggio in Thailandia gli diede la conferma delle proprietà curative della Cannabis.

Subito dopo aver aperto il suo negozio, Arjan venne contattato da un inglese che voleva far provare la cannabis ai suoi pazienti affetti da sclerosi multipla.

Pochi giorni dopo 50 persone in sedia a rotelle si presentarono alla porta del negozio, persone con gravi spasmi muscolari che a stento potevano tenere in mano una bottiglia.

Dopo la prima canna, gli spasmi erano diminuiti sensibilmente e in pochi minuti molti di loro potevano mangiare e bere autonomamente.

Per questa, e tante altre ragioni Arjan è un grande sostenitore della cannabis terapeutica, tanto da essere il fondatore della  GHMedical, azienda che si occupa di ricerche scientifiche sui cannabinoidi, per fornire prove rigorose dei benefici che la Cannabis, ma anche di offrire consulenza e assistenza ai pazienti.

Ma non solo Cannabis terapeutica, il Re della Cannabis è un sostenitore anche di quella ricreativa, ma sempre con moderazione.

La nascita del King of Cannabis

Il suo titolo, non è dovuto solo alla sua attività produttiva e commerciale, ma principalmente per il contributo dato alla comunità per diffondere la cultura e per la lotta contro la demonizzazione della Cannabis.

Ma come è nato “The King of Cannabis”?

Agli inizi degli anni ‘90 la Cannabis non aveva molti sostenitori noti, tutto si svolgeva tra i giovani e i pochi produttori dell’epoca, i quali non potevano cambiare una mentalità così radicata da soli.

Per questo Roskam decise di creare un personaggio mediatico forte, capace di attirare l’attenzione delle star, e che a loro volta potessero aiutare la normalizzazione della canapa.

Dopo il suo successo americano dovuto alla rivista High Times, e alla sua autoproclamazione come Re della Cannabis, molte celebrità iniziarono a fare pellegrinaggi nel negozio di Arjan, fotografandosi con lui e, su sua richiesta, a fare dichiarazioni pubbliche a favore della legalizzazione.

Non è un caso che in America si contino numerosi Paesi dove la Cannabis, terapeutica o ricreativa è stata legalizzata grazie alle pressioni della popolazione e dei media!

Strain Hunters

In generale anche per quanto riguarda la Cannabis ricreativa, Arjan non crede in un consumo smodato e nelle genetiche selezionate per avere elevatissimi livelli di THC.

Roskam è un appassionato delle Landrace, ovvero le genetiche originali da cui derivano tutti gli ibridi che conosciamo. Si tratta di piante madre, naturali, che non hanno subito l’influenza delle esigenze di mercato.

Questa sua passione viene raccontata nel documentario Strain Hunters, altro progetto di Arjan, dove il team di Green House racconta le avventure nei paesi più isolati del mondo alla ricerca delle genetiche originali, ovviamente capitanate dal nostro re della canapa.

In conclusione si può dire che Arjan Roskam è l’indiscusso King of Cannabis, d’altronde cos’è un re se non colui che impersona un ideale, che lotta per questo e che si prodiga in avventurose spedizioni?

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