Hotboxing, la guida: cos’è e tutti i trucchi per farlo come si deve

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Tra gli stratagemmi per godersi un paio d’ore felici con qualche amico e una cima di cannabis ultimamente è gettonatissimo l’hotboxing, una pratica vecchia quanto la scoperta della marijuana che oggi è decisamente tornata di moda. Lo si vede nei film, si sente citato nelle canzoni dei rapper americani e si vede nei video musicali. Ovviamente in Italia fumare cannabis (anche light!) e derivati è illegale quindi noi assolutamente lo sconsigliamo, ma per chi fosse curioso di sapere tutto sull’hotboxing abbiamo deciso di dare spiegazioni approfondite su questa particolare pratica collegata al mondo della marijuana.

Curioso di conoscere modi alternativi per fumare cannabis (nei paesi dove è legale?
Hai mai sentito parlare della vaporizzazione?

Cos’è l’hotboxing?

Il principio dell’hotboxing è molto semplice, quasi elementare: ci si ritrova in un ambiente molto piccolo e chiuso in modo il più possibile ermetico e si fuma cannabis saturando l’aria di vapori. È una strategia divertente che permette di raggiungere un high decisamente marcato ma che deve essere accompagnata da alcune accortezze. Per essere davvero “hotbox” la stanza o l’ambiente prescelto deve essere assolutamente ben isolato e privo di ricambio d’aria, Inoltre è necessario utilizzare un quantitativo sufficiente di cannabis da creare una bella coltre densa di fumo.

Perché in molti amano l’hotboxing?

Beh, perché è una pratica divertente da fare in gruppo e un modo piuttosto efficace per accentuare gli effetti di una canna o di un bong. Infatti fumare in un ambiente piccolo e chiuso fa si che l’ossigeno presente nell’aria diminuisca e aumenti la concentrazione di anidride carbonica, questo aumenta immediatamente l’effetto del THC sul nostro corpo e sul cervello e sballa con una poderosa intensità. Stando in una stanza dove si pratica hotboxing senza fumare si assorbono comunque THC e CBD tramite metodo passivo, quindi anche il consumo di chi fuma risulta decisamente amplificato.

Come preparare il proprio hotbox party

Per organizzare un hotbox con i fiocchi è necessaria una buona dose di organizzazione: non basta avere un po’ di fumo a disposizione ma bisogna anche pensare al giusto setting e a creare una buona atmosfera. Per prima cosa sappiate che le quantità sono importanti: per avere un buon effetto vi servirà una bella coltre di fumo. L’idea è quella di saturare l’aria della stanza e per farlo vi serviranno diversi grammi di cannabis. L’ideale è fumare in più persone contemporaneamente per evitare dispersione, oppure oltre a qualche canna potete preparare anche un bong, l’importante è accendere in contemporanea.
Ricordate che la dispersione del fumo è il vostro peggior alleato. Controllate che tutte le finestre siano chiuse e se possibile chiudete anche le porte comunicanti con le stanze adiacenti a quella dove siete: sarà più difficile saturare un ambiente spazioso. Se notate spifferi provenienti da porte e finestre provvedete a “tapparli” con degli asciugamani.

La varietà migliore di cannabis per un hotbox

Non c’è ovviamente una regola in proposito ma il consiglio è di iniziare con un’ottima sativa dai risvolti energizzanti, perfetta per scaldare le acque e rendere il vostro esperimento socievole e positivo; una buona idea è tenere per il finale un po’ di indica, rilassante e distensiva. In molti amano anche alternare a cicli varietà stimolanti con varietà rilassanti… valutate voi come procedere in base alle vibrazioni che volete per la vostra seduta.

Occhio alla location

Per una riuscita sessione di hotboxing è necessario che la location sia davvero perfetta, accogliente, sicura, discreta e ricca di comodità. Infatti scegliere un posto in cui ci si sente comodi e a proprio agio può davvero influire in modo positivo sulle emozioni che scaturiscono durante l’esperienza, quindi progettate con attenzione dove organizzare il vostro hotbox. Attenzione e far sì che tutto quello che vi serve sia sempre a portata di mano (uscire e rientrare dovrebbe essere vietato per limitare la dispersione dei fumi). Una soluzione molto gettonata è l’interno di un’automobile, ovviamente posizionata lontano da fonti di disturbo, magari in un giardino interno o in un garage. Ricordate di non lesinare con i cuscini, le coperte colorate e assicuratevi di avere la giusta illuminazione per non finire con un grosso flop. Se volete un ambiente un po’ più particolare potrete optare per una tenda, perché l’atmosfera intima e romantica di un tepee impregnato di cannabis è indimenticabile. Se la superficie è troppo traspirante copritela con coperte e lenzuoli e avrete un ambiente a tenuta perfetta.

Fare hotboxing in tutta sicurezza

Ovviamente la vostra seduta dovrà essere assolutamente sicura e dovrete essere accorti ad evitare qualsiasi rischio. I peggiori sono la presenza di sostanze infiammabili, un esagerato uso di alcolici concomitanti al fumo e la presenza di ambienti pericolosi (scale difficili, dirupi, vicinanza di mare o piscine). Questo perché l’hotboxing può creare vertigini o far diminuire il senso del pericolo. Ovviamente quando si pratica hotboxing tutti i partecipanti devono essere consenzienti perché anche il fumo passivo può suscitare reazioni. Per riprendervi in caso di un down eccessivo tenete a portata di mano del succo d’arancia o degli agrumi.

Gli ultimi ritocchi

Cosa manca? Una buona selezione musicale che comprenda vari generi e con la possibilità di variare in base al mood del momento, cuscini comodi, luci soffuse, coperte, bibite e tanti tanti snack dolci e salati. Se volete consumare alcolici potreste optare per un paio di birre alla canapa che possono aiutare ad entrare nel giusto mood.
Però, ancora una volta, ricordate: consumare cannabis in Italia non è legale.

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