Maxi sequestro di cannabis light a Taranto genera effetto valanga!

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Oggi dobbiamo riportare una notizia molto triste per chi come noi lavora nel mondo della Cannabis Light. Parliamo di un maxi sequestro di Cannabis Legale a Taranto, che ha dato il via a una serie di perquisizioni in diverse regioni d’Italia. Prima di iniziare vorremmo però chiarire il nostro punto di vista: CBWeed condanna fermamente chi non rispetta la legge e chi distribuisce e vende prodotti con un tasso di THC superiore a quello consentito. Crediamo che il business della cannabis light possa fiorire solo se tutti gli operatori del settore stanno dentro i parametri consentiti.

Fatte queste premesse vi raccontiamo i fatti.

Sono 39 i negozi della provincia di Taranto che sono recentemente finiti nell’occhio del ciclone a causa di un maxi indagine sulla cannabis light. Tutto è partito con il sequestro da parte della guardia di finanza locale di 9 kg di prodotti (distribuiti da varie aziende e di diversi brand) presenti in un distributore automatico H24 nella città di Taranto, con lo scopo di verificare che la percentuale di THC presente nella merce in vendita fosse in regola e non superasse i limiti consentiti dalla legge.

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In seguito a questi controlli, i cui esiti non sono ancora stati diffusi, a essere prese di mira dalla Guardia di Finanza non sono state solo le attività di Taranto, ma anche altri negozi fra Campania, Calabria, Lazio, Lombardia e anche alcune delle aziende fornitrici della cannabis light posta sotto sequestro

Restiamo in attesa di sapere i risultati delle analisi eseguite dalla procura sui prodotti sequestrati a base di cannabis light. Per ora non sono ancora state divulgate notizie aggiornate sugli esiti di questi controlli, ma intanto 6 persone (il titolare del distributore automatico e i responsabili delle società) sono state denunciate all’autorità giudiziaria per il reato di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti.

Cosa ci sconcerta? Semplice e chiaro: l’effetto valanga che si crea quotidianamente nel nostro mondo. Perché se viene sequestrata la merce di un’attività che risultava in regola (se i primi accertamenti dovessero essere confermati) allora devono partire automaticamente perquisizioni in decine di negozi in tutta Italia? Ben vengano i controlli, necessari per legittimare un mercato di cui ancora molti sono scettici, ma l’accanimento che registriamo dopo il sequestro di Taranto ha un sapore vagamente repressivo.
Avete presente quando vengono ritirati lotti di prodotti alimentari non conformi da una catena di supermercati, fatto che avviene quasi quotidianamente? Avete poi letto che tutti i prodotti simili, di tutte le aziende produttrici, divengano oggetto di controllo da parte delle forze dell’ordine. Noi mai.
Perché per la Cannabis Light si deve presumere che se qualcuno non rispetta la legge allora anche tutti gli altri non lo facciano?

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