Il THC fa dimagrire?
Se da una parte esiste un’immagine ormai entrata nell’immaginario collettivo, ovvero quella del consumatore di cannabis assalito dalla cosiddetta “fame chimica”, dall’altra alcune ricerche epidemiologiche hanno osservato un fenomeno apparentemente contraddittorio: in diversi studi i consumatori abituali di cannabis mostrano tassi di sovrappeso e obesità inferiori rispetto alla media della popolazione.
Questa apparente contraddizione ha alimentato una domanda che continua a circolare online, sui social e persino in alcuni articoli divulgativi: il THC fa dimagrire? La risposta breve è che non esistono prove solide per considerare il THC uno strumento per perdere peso. Tuttavia, il tema è più complesso di quanto possa sembrare a prima vista e merita qualche approfondimento: vediamo quindi cosa dice realmente la ricerca…
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THC e dimagrimento: c’è qualcosa di vero?
Il THC (tetraidrocannabinolo) è il principale cannabinoide psicoattivo della cannabis. Oltre a essere responsabile degli effetti euforizzanti della pianta, interagisce con il sistema endocannabinoide, una rete di recettori coinvolta nella regolazione di numerose funzioni fisiologiche, tra cui appetito, metabolismo energetico e accumulo di grasso. Proprio questa connessione ha spinto alcuni ricercatori a indagare il possibile rapporto tra THC e peso corporeo.
Alcuni studi osservazionali hanno rilevato un dato curioso: in determinate popolazioni, i consumatori abituali di cannabis tendono ad avere un indice di massa corporea mediamente inferiore rispetto ai non consumatori. Questo fenomeno è stato osservato in più occasioni e ha inevitabilmente attirato l’attenzione dei media. Il problema è che osservare una correlazione non significa aver individuato una causa.
Per fare un esempio semplice, se un gruppo di persone che consuma cannabis presenta un peso inferiore alla media, non possiamo automaticamente concludere che sia stata la cannabis a provocare quel risultato. Potrebbero entrare in gioco decine di fattori differenti: stile di vita, alimentazione, età, attività fisica, condizioni socioeconomiche e molte altre variabili.
Ad oggi non esistono prove convincenti che dimostrino come il THC possa essere utilizzato come strumento per favorire il dimagrimento. Anzi, da un punto di vista teorico, ci si aspetterebbe quasi il contrario. Il THC attiva infatti i recettori CB1 del sistema endocannabinoide, che sono coinvolti proprio nei meccanismi che regolano fame e piacere associato al cibo.
Alcuni ricercatori hanno ipotizzato che l’esposizione cronica ai cannabinoidi possa produrre adattamenti metabolici ancora non completamente compresi, ma siamo ancora nel campo delle ipotesi e delle osservazioni preliminari. In altre parole, dire che il THC fa dimagrire sarebbe oggi una semplificazione eccessiva. Molto probabilmente la realtà è più articolata e non può essere ridotta a un semplice rapporto di causa/effetto.
Fame chimica, fa ingrassare?
Se c’è un effetto della cannabis che quasi tutti conoscono, è sicuramente la fame chimica. Molti consumatori raccontano di avvertire un aumento significativo dell’appetito dopo l’assunzione di THC. In alcuni casi si tratta di una semplice voglia di snack, in altri di un vero e proprio desiderio compulsivo di mangiare cibi particolarmente gustosi, dolci o calorici. Questo fenomeno è ben documentato dalla ricerca scientifica.
Il THC sembra infatti influenzare diverse aree del cervello coinvolte nella percezione del gusto, dell’olfatto e della gratificazione associata al cibo. In pratica, gli alimenti possono apparire più appetitosi e soddisfacenti del normale. Da qui nasce una domanda apparentemente logica: se il THC aumenta l’appetito, non dovrebbe favorire automaticamente l’aumento di peso?
Anche in questo caso la situazione è meno lineare di quanto sembri. L’aumento dell’appetito non si traduce necessariamente in un incremento stabile del peso corporeo. Il peso dipende infatti da moltissimi fattori, tra cui:
- quantità totale di calorie assunte;
- qualità dell’alimentazione;
- livello di attività fisica;
- predisposizione genetica;
- metabolismo individuale;
- qualità del sonno;
- stato ormonale.
Una persona può sperimentare episodi occasionali di fame chimica senza sviluppare un aumento significativo del peso nel lungo periodo. Allo stesso modo, un’alimentazione equilibrata e uno stile di vita attivo possono compensare eventuali eccessi sporadici. È interessante notare che la fame chimica rappresenta uno degli utilizzi terapeutici più consolidati del THC.
In medicina viene infatti sfruttata per aiutare pazienti che soffrono di perdita dell’appetito, cachessia o forte dimagrimento associato a particolari patologie. Questo dato, da solo, dovrebbe suggerire prudenza quando si sente affermare che il THC possa essere un alleato del dimagrimento. Se una sostanza viene utilizzata clinicamente per stimolare l’appetito, è difficile considerarla automaticamente una soluzione per perdere peso.
Naturalmente ogni organismo reagisce in modo diverso, ma l’idea che la cannabis rappresenti una scorciatoia per dimagrire appare, quantomeno allo stato attuale delle conoscenze, piuttosto debole…
THCV: il cannabinoide che potrebbe aiutare a dimagrire
Se il THC lascia molti dubbi quando si parla di perdita di peso, esiste però un altro cannabinoide che negli ultimi anni ha attirato l’attenzione dei ricercatori: il THCV. Il tetraidrocannabivarina, meglio conosciuto come THCV, è un cannabinoide naturalmente presente in alcune varietà di cannabis, soprattutto in determinate genetiche originarie dell’Africa.
Dal punto di vista chimico è molto simile al THC, ma il suo comportamento biologico sembra essere piuttosto diverso. Mentre il THC attiva i recettori CB1 e tende a stimolare l’appetito, il THCV potrebbe agire in maniera differente, soprattutto a basse dosi. Alcuni studi preliminari hanno suggerito la possibilità che questo cannabinoide contribuisca a ridurre la sensazione di fame o a modulare alcuni meccanismi coinvolti nel metabolismo energetico.
È proprio per questo motivo che il THCV viene spesso soprannominato, forse con un po’ troppa enfasi, il “cannabinoide della dieta”. Bisogna però fare molta attenzione. Le ricerche disponibili sono ancora limitate e non consentono di trarre conclusioni definitive. Molti studi sono stati condotti su modelli animali oppure su campioni molto ridotti di soggetti umani. Siamo quindi ancora lontani dal poter affermare che il THCV rappresenti un aiuto concreto per dimagrire.
Quindi, il THC fa dimagrire? Se dobbiamo rispondere in modo onesto, la risposta è: probabilmente no, o quantomeno non esistono prove sufficienti per sostenerlo. Alcuni studi hanno osservato correlazioni interessanti tra consumo di cannabis e peso corporeo, ma queste osservazioni non dimostrano un rapporto diretto di causa-effetto. Allo stesso tempo, il THC è noto per aumentare l’appetito e per favorire la cosiddetta fame chimica, un effetto che sembra andare nella direzione opposta rispetto al dimagrimento.
Più promettente appare invece il filone di ricerca dedicato al THCV, un cannabinoide ancora poco conosciuto che potrebbe avere un ruolo nella regolazione dell’appetito e del metabolismo. Tuttavia anche in questo caso è ancora troppo presto per parlare di certezze. Per ora, insomma, la cannabis non sembra rappresentare una formula magica per perdere peso. Come spesso accade quando si parla di cannabinoidi, la realtà è più sfumata e complessa di quanto suggeriscano i titoli sensazionalistici.