Cannabis Terapeutica: medicinali sequestrati a una bambina di 9 anni

Cannabis Terapeutica sequestrata bambina 9 anni

I pregiudizi sulla cannabis non finiscono mai: l’ultimo episodio riguarda una bambina inglese epilettica che si è vista sequestrati i farmaci necessari una volta tornata in Inghilterra.

Dopo un volo verso i Paesi Bassi per andare ad acquistare i medicinali a base di cannabis prescritti da un pediatria di Rotterdam, appena atterrati al Southend Airport, Emma Appleby e Lee Moore con la figlia sono stati fermati dalle autorità aeroportuali e si sono visti ritirare il medicinale del valore di £4600,00.

“Questa è stata una settimana molto stressante, e lo è ancora di più quando devi vivere queste esperienze con una bambina epilettica” è l’affermazione della madre ai giornalisti.  “Siamo dovuti andare fino in Olanda per ottenere questo medicinale, perché qui la burocrazia è impossibile, nonostante ormai la cannabis terapeutica sia legale anche nel nostro Paese”

Anche il Ministero della Salute britannico, tramite il suo segretario Matt Hancock, ha espresso la sua vicinanza alla famiglia della piccola, che soffre di una rara malattia che le causa anche più di 300 attacchi epilettici in un giorno. Ha condiviso il forte impegno che il governo sta mettendo nel sistemare il problema burocratico riguardante l’ottenimento di Cannabis terapeutica per i pazienti.

La marijuana medica è stata legalizzata a novembre dello scorso anno nel Regno Unito, ma molti pazienti incontrano ancora moltissimi ostacoli a causa dei pregiudizi all’interno del mondo medico, di medici restii a prescriverla.

L’NHS – il sistema sanitario nazionale inglese – afferma che medicinali a base di cannabis “Devono essere prescritti solo per le indicazioni in cui vi è una chiara evidenza pubblicata di beneficio” e in “pazienti in cui vi è un’esigenza clinica che non può essere soddisfatta da un medicinale autorizzato e laddove siano state esaurite le opzioni di trattamento stabilite”.

Il segretario Hancock ha anche sottolineato come, però, la gestione delle prescrizioni debba essere gestita sopratutto a livello ambulatoriale, con un medico che valuta e capisce la diagnosi dei pazienti, senza sottostare a regole ferree che potrebbero arrivare addirittura a nuocere ai pazienti che non possono utilizzare medicine tradizionali o per i quali quest’ultime non hanno alcun tipo di effetto.

Miss Appleby ha dichiarato di sperare che le parole del Segretario diventino effettivamente realtà per evitare che altre famiglie e pazienti debbano attraversare quello che è accaduto a sua figlia.

 

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