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Come combattere l’hangover con la cannabis: CBD e THC contro il post sbornia

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Mal di testa, nausea, bocca asciutta, stanchezza, irritabilità e quella meravigliosa sensazione di avere il cervello avvolto nella nebbia. Se la sera prima abbiamo alzato un po’ troppo il gomito, il conto arriva puntuale la mattina successiva: è il famigerato hangover, quello che più semplicemente chiamiamo “post sbornia”. Di rimedi miracolosi ne esistono praticamente quanti sono i bevitori: c’è chi giura sul caffè, chi sulla doccia fredda, chi sulla colazione gigantesca e così via…

Negli ultimi anni, però, alla lista si sono aggiunti anche cannabis e CBD. L’idea non nasce completamente dal nulla: alcuni effetti dei cannabinoidi riguardano proprio i meccanismi coinvolti nella nausea, nello stress e nella risposta infiammatoria. Il CBD, inoltre, viene studiato per le sue possibili interazioni con alcuni effetti dell’alcol. Ma questo significa che una tisana al CBD o un prodotto a base di cannabis possano cancellare una sbornia? Beh, continuate a leggere e lo scopriremo insieme!

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CBD e hangover: l’effetto antinfiammatorio contro malessere e tensioni

L’hangover non dipende da un unico meccanismo. Quando l’organismo metabolizza l’alcol entrano infatti in gioco numerosi processi: alterazioni del sonno, risposta immunitaria, irritazione gastrointestinale, modificazioni ormonali e produzione di metaboliti dell’etanolo. Anche l’infiammazione sembra partecipare al malessere generale. È qui che il CBD diventa interessante. Il cannabidiolo è un cannabinoide non psicotropo presente nella Cannabis sativa e particolarmente abbondante nelle varietà di cannabis light.

A differenza del THC, questo agente non provoca il classico “sballo” e interagisce con numerosi sistemi coinvolti nella regolazione del dolore, dello stress e della risposta immunitaria. Il CBD viene spesso definito un antinfiammatorio naturale, ma sarebbe meglio utilizzare questa espressione con prudenza: gli studi di laboratorio hanno mostrato diverse attività interessanti, ma le prove cliniche sull’uomo sono molto più variabili. Non possiamo quindi immaginare il cannabidiolo come una specie di ibuprofene vegetale.

Per quanto riguarda specificamente l’alcol, alcuni studi preclinici hanno suggerito possibili effetti protettivi del CBD contro determinati danni provocati dall’esposizione all’etanolo. È un campo di ricerca interessante, ma siamo ancora lontani dal poter trasformare questi risultati in un rimedio per il sabato mattina. Inoltre, la ricerca più recente suggerisce che il rapporto tra cannabinoidi e infiammazione sia parecchio più complicato della semplice equazione “CBD = meno infiammazione”.

Insomma, gli effetti sembrano essere immunomodulatori e possono variare in base a dose, popolazione e condizioni analizzate. Dove potrebbe quindi entrare in gioco il CBD durante un hangover? Soprattutto sul piano del benessere percepito. Una persona potrebbe apprezzarne l’effetto rilassante quando il post sbornia è accompagnato da tensione, irritabilità o difficoltà a riposare. In altri casi potrebbe trovare utile il CBD per affrontare alcuni fastidi fisici. La parola fondamentale rimane però quel condizionale: “potrebbe”.

THC e brain fog: ritrovare concentrazione e lucidità

Qui dobbiamo sfatare subito un piccolo mito. Uno dei sintomi più fastidiosi dell’hangover è il cosiddetto brain fog: difficoltà a concentrarsi, sensazione di rallentamento mentale, stanchezza e quella generale impressione di essere presenti fisicamente ma di avere il cervello ancora a letto. L’idea di utilizzare THC per recuperare lucidità potrebbe sembrare interessante soprattutto a chi associa alcune varietà di cannabis a una sensazione soggettiva di energia o creatività.

Scientificamente, però, la faccenda non regge molto bene. Il THC può compromettere temporaneamente attenzione, memoria di lavoro, tempi di reazione e altre funzioni cognitive. Se il cervello è già rallentato da una notte di alcol e poco sonno, aggiungere una sostanza psicotropa non è esattamente il metodo per trasformarsi in Albert Einstein. Alcune persone potrebbero sentirsi soggettivamente meglio dopo aver consumato cannabis: più rilassate, meno concentrate sul proprio malessere oppure semplicemente di umore migliore.

Sentirsi più lucidi e esserlo realmente, però, sono due cose diverse. Ed è una distinzione particolarmente importante se bisogna guidare, prendere decisioni importanti o svolgere attività che richiedono attenzione. Ancora più importante è evitare di sovrapporre gli effetti di THC e alcol. Se nel sangue è ancora presente una quantità significativa di alcol, utilizzare cannabis può aumentare l’alterazione complessiva. Le ricerche sull’uso simultaneo delle due sostanze mostrano infatti effetti additivi sulle capacità cognitive e sulla guida.

Quindi, se l’obiettivo è “tornare sobri”, il THC non è una scorciatoia. Il tempo rimane purtroppo il sistema più affidabile. C’è però una distinzione importante da fare tra THC e CBD: un prodotto di cannabis light con THC molto basso e prevalenza di cannabidiolo presenta caratteristiche completamente differenti rispetto alla cannabis ad alto contenuto di THC. Ed è soprattutto qui che possiamo ragionare sulle possibili applicazioni nel post sbornia senza rischiare di peggiorare ulteriormente il brain fog…

Cannabis e sintomi dell’hangover: nausea, stanchezza e stress del corpo

Il problema dell’hangover è che raramente arriva da solo. Mal di testa, nausea, stanchezza, irritabilità, sonno poco ristoratore, difficoltà a concentrarsi e generale sensazione di essere stati investiti da un camion possono presentarsi tutti insieme, con intensità molto diversa da persona a persona. Anche per questo è difficile parlare di un unico rimedio contro la sbornia. L’hangover è infatti il risultato di diversi processi che avvengono contemporaneamente nell’organismo dopo aver bevuto molto.

La cannabis non interviene alla radice di tutti questi problemi e, soprattutto, non permette al fegato di smaltire magicamente l’alcol più velocemente. Alcuni effetti dei cannabinoidi, però, spiegano perché determinate persone raccontino di trovarli utili per affrontare singoli sintomi. Uno di questi è la nausea. L’effetto antiemetico di alcuni cannabinoidi è noto da tempo e alcuni medicinali a base di cannabinoidi vengono utilizzati proprio in situazioni cliniche caratterizzate da nausea e vomito.

Da qui a dire che fumare cannabis sia un rimedio contro la nausea da hangover, però, ce ne passa. Prima di tutto perché la risposta individuale al THC è estremamente variabile. In alcune persone può ridurre la sensazione di nausea, mentre in altre può provocare capogiri, ansia o un senso di confusione che, sommato alla sbornia, difficilmente rappresenta un miglioramento. Se poi nel sangue è ancora presente alcol, associare le due sostanze diventa ancora meno consigliabile.

Come usare CBD e cannabis light per recuperare dopo aver bevuto

Se si decide comunque di utilizzare CBD durante il post sbornia, la prima regola dovrebbe essere piuttosto semplice: evitare di aggiungere altra confusione a un organismo che sta già cercando di rimettersi in ordine. Per questo motivo, tra THC e CBD, il secondo rappresenta generalmente l’opzione più sensata quando l’obiettivo è semplicemente rilassarsi senza aggiungere un marcato effetto psicotropo.

Un olio CBD permette ad esempio di sapere con maggiore precisione quale prodotto si sta utilizzando e quale concentrazione di cannabidiolo contiene. Anche la cannabis light, caratterizzata dalla prevalenza di CBD e da quantità molto basse di THC, presenta caratteristiche molto diverse rispetto alla cannabis tradizionale ad alto contenuto di THC. E bisogna comunque ricordare che “light” non significa automaticamente priva di qualsiasi effetto o controindicazione.

Il CBD è una sostanza biologicamente attiva, può provocare sonnolenza e può interagire con alcuni medicinali. Soprattutto, CBD e alcol non sono necessariamente una coppia ideale mentre gli effetti dell’alcol sono ancora presenti. Assumerli contemporaneamente può aumentare sedazione e sonnolenza. Meglio quindi distinguere chiaramente il consumo contemporaneo di alcol e cannabinoidi dall’utilizzo di CBD nel vero e proprio post sbornia, quando l’intossicazione acuta è terminata.

Tisane al CBD: relax e reidratazione in un colpo solo?

Tra le possibilità più semplici troviamo anche le tisane al CBD. Una bevanda calda può essere particolarmente piacevole durante un hangover: permette di assumere liquidi lentamente, può risultare rilassante e rappresenta un’alternativa decisamente più delicata rispetto all’idea di iniziare la giornata con altro alcol. E sì, dopo una serata particolarmente impegnativa bere è comunque una buona idea.

L’alcol favorisce la diuresi e può contribuire alla comparsa di sete e bocca secca. Recuperare liquidi aiuta quindi a ristabilire una normale idratazione. Attenzione però al celebre consiglio “bevi tantissima acqua e passa tutto”. Purtroppo sarebbe troppo facile. Le ricerche più recenti suggeriscono che la disidratazione e l’hangover siano fenomeni distinti che possono presentarsi contemporaneamente. Bere acqua può certamente far bene, ma non sembra avere un grande effetto sui sintomi della sbornia.

Quindi la tisana al CBD può essere vista soprattutto come un modo piacevole per bere e rilassarsi, non come una pozione magica capace di cancellare la serata precedente. C’è anche una piccola questione pratica: il CBD è liposolubile e si scioglie poco nell’acqua. Le tisane formulate specificamente con CBD possono utilizzare preparazioni pensate per facilitarne la dispersione; nel caso di infusi preparati autonomamente con materiale vegetale, invece, la quantità effettivamente estratta nell’acqua può essere molto variabile.

E fumare cannabis light?

Qui bisogna distinguere il cannabinoide dal metodo utilizzato per assumerlo. Fumare cannabis light permette di assumere CBD, ma comporta comunque una combustione e quindi l’inalazione di fumo e dei relativi sottoprodotti. Se l’obiettivo è semplicemente cercare relax durante il recupero, un olio o un prodotto orale evita questo problema. Inoltre, dopo una notte trascorsa bevendo, gola e stomaco potrebbero già non essere esattamente al massimo della forma. Aggiungere fumo potrebbe non essere la scelta più piacevole.

Con il THC serve ancora più cautela: l’idea che possa “schiarire la mente” durante un hangover è poco convincente, e – soprattutto quando nell’organismo è ancora presente alcol – rischia di ottenere l’effetto opposto. Quindi sì, cannabis e post sbornia rappresentano un campo interessante da studiare. Ma se dopo cinque gin tonic qualcuno vi promette che qualche goccia di CBD vi farà svegliare freschi come una rosa, meglio mantenere aspettative realistiche. Per quello, purtroppo, la scienza non ha ancora inventato niente.