Fungo criniera di leone: proprietà e dove trovarlo in Italia
Bianco, tondeggiante e ricoperto da una cascata di filamenti che lo fanno assomigliare più a una creatura marina che a un fungo: l’Hericium erinaceus è difficile da confondere con qualsiasi altra specie. Il suo aspetto gli è valso il nome decisamente più suggestivo di “fungo criniera di leone”. Negli ultimi anni, però, a renderlo famoso non è stata tanto la sua curiosa forma quanto le presunte proprietà benefiche che gli vengono attribuite…
È infatti diventato uno degli ingredienti più popolari nel mondo dei cosiddetti funghi funzionali, tanto da comparire sempre più spesso sotto forma di polveri, capsule ed estratti. Ma quanto c’è di vero? Il fungo criniera di leone fa davvero bene al cervello oppure siamo davanti all’ennesimo integratore diventato improvvisamente di moda? La risposta, come spesso accade, sta nel mezzo. Vediamo allora di conoscerlo un po’ meglio!
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Cos’è l’Hericium erinaceus, detto fungo criniera di leone
L’Hericium erinaceus è un fungo commestibile appartenente alla famiglia delle Hericiaceae. Il nome “criniera di leone” deriva dal suo aspetto particolarissimo. Invece del classico cappello con gambo, infatti, questo fungo produce un corpo fruttifero bianco o color crema ricoperto da lunghi aculei morbidi e pendenti. Quando cresce può formare una massa piuttosto grande e spettacolare, vagamente simile a una criniera.
In natura cresce principalmente sul legno di latifoglie, soprattutto su alberi maturi, indeboliti o morti. È presente in Europa, Asia e Nord America ed è conosciuto da molto tempo anche nella cultura gastronomica e nella tradizione orientale. Il fungo è infatti commestibile e viene utilizzato soprattutto nella cucina asiatica. La sua consistenza carnosa e fibrosa viene talvolta paragonata a quella di alcuni crostacei, caratteristica che negli ultimi anni gli ha procurato una certa popolarità anche nella cucina vegetariana.
La parte che normalmente identifichiamo come “fungo” è il corpo fruttifero, cioè la struttura che produce le spore. Nel terreno o, nel caso dell’Hericium, all’interno del legno si sviluppa invece il micelio, la rete di filamenti che costituisce la parte vegetativa del fungo. La distinzione può sembrare da appassionati di micologia, ma diventa importante quando si parla di integratori: alcuni prodotti derivano dal corpo fruttifero, altri dal micelio e altri ancora possono contenerli entrambi.
Proprietà del fungo criniera di leone per la salute del cervello
È questa la parte più interessante, ma anche quella sulla quale è necessario distinguere attentamente tra risultati promettenti e proprietà effettivamente dimostrate. Tra i composti più studiati dell’Hericium erinaceus troviamo gli ericenoni e le erinacine. Diversi esperimenti condotti in laboratorio e su animali hanno suggerito che alcune di queste sostanze possano influenzare processi collegati al Nerve Growth Factor (NGF), una proteina coinvolta nella crescita, nel mantenimento e nella sopravvivenza di determinate cellule nervose.
È facile capire perché una scoperta del genere abbia attirato l’attenzione dei ricercatori. Negli anni sono stati quindi studiati possibili effetti dell’Hericium sulla memoria, sull’apprendimento, sul declino cognitivo e, più in generale, sulla salute del sistema nervoso. Alcuni piccoli studi clinici condotti sull’uomo hanno effettivamente rilevato possibili miglioramenti in determinati test cognitivi, compresi studi effettuati su persone con lieve deterioramento cerebrale.
Altre ricerche hanno esplorato possibili effetti su stress, ansia e umore. Sono risultati interessanti, ma c’è un grosso “ma”. Gli studi clinici disponibili sono ancora pochi, generalmente piccoli e condotti utilizzando preparazioni e quantità differenti. Una parte consistente delle conoscenze sull’Hericium deriva inoltre da studi su cellule o animali, i cui risultati non possono essere automaticamente trasferiti all’essere umano.
In altre parole oggi abbiamo abbastanza elementi per dire che il fungo criniera di leone merita di essere studiato, ma non abbastanza per affermare che migliori certamente memoria e concentrazione o che prevenga malattie neurodegenerative. Se invece ci chiediamo se sia scientificamente dimostrato che assumere quotidianamente Lion’s Mane renda più intelligenti, aumenti la memoria o protegga dall’Alzheimer, la risposta è no.
Come abbiamo detto, le revisioni della letteratura scientifica pubblicate negli ultimi anni descrivono un quadro promettente, ma sottolineano anche la necessità di studi clinici più grandi, più lunghi e meglio standardizzati. È una differenza importante, soprattutto perché online il linguaggio tende rapidamente a trasformare un “potrebbe avere un effetto” in un molto più accattivante “fa bene al cervello”.
Dove trovare il fungo criniera di leone in Italia
L’Hericium erinaceus è presente anche in Europa e può essere incontrato spontaneamente anche in Italia, generalmente associato a vecchi alberi di latifoglie e legno morto. Trovarne uno durante una passeggiata nel bosco, però, non significa automaticamente poterlo raccogliere e mettere in padella. La raccolta dei funghi spontanei è regolamentata a livello regionale e locale e può richiedere autorizzazioni, prevedere limiti quantitativi oppure essere vietata in determinate aree. Inoltre, identificare una specie soltanto confrontandola con qualche fotografia trovata online non è mai una buona idea.
Per i funghi raccolti spontaneamente, in caso di dubbi, è possibile rivolgersi agli ispettorati micologici delle ASL, dove operano professionisti qualificati per il riconoscimento delle specie. Per chi è semplicemente curioso di assaggiarlo esiste una strada molto più semplice: l’Hericium erinaceus viene anche coltivato. Il fungo fresco può essere reperito presso coltivatori specializzati, aziende agricole, negozi particolarmente forniti e alcuni rivenditori online.
Chi vuole scoprire l’Hericium come alimento può orientarsi verso il fungo fresco coltivato, utilizzandolo semplicemente come qualsiasi altro fungo commestibile. Chi acquista invece un prodotto a base di “Lion’s Mane” perché interessato ai composti studiati dalla ricerca dovrebbe prestare particolare attenzione alla composizione: “estratto di Hericium” è infatti una definizione piuttosto generica. È utile controllare almeno quale parte del fungo viene utilizzata, se corpo fruttifero o micelio, la quantità contenuta nel prodotto e le indicazioni del produttore.
È meglio diffidare, invece, dei prodotti che promettono effetti spettacolari sulla memoria o addirittura la prevenzione e il trattamento di malattie neurologiche. Al momento la ricerca non giustifica promesse di questo tipo. Il fungo criniera di leone è un ottimo esempio di quanto sia facile, nel mondo degli integratori, trovarsi a metà strada tra scienza interessante e marketing troppo entusiasta. L’interesse scientifico per l’Hericium erinaceus è reale. I suoi composti bioattivi sono studiati per i possibili effetti sul sistema nervoso e alcuni piccoli studi sull’uomo hanno prodotto risultati incoraggianti sulla funzione cognitiva.
Ma “incoraggiante” non significa “dimostrato”. Per il momento è quindi più corretto considerare il Lion’s Mane per quello che è: un interessante fungo commestibile e una promettente area di ricerca, non una medicina miracolosa per il cervello. E forse non ne ha nemmeno bisogno: tra il suo aspetto inconfondibile, la possibilità di utilizzarlo in cucina e tutto quello che la ricerca sta ancora cercando di scoprire, la criniera di leone è già abbastanza particolare senza doverle attribuire superpoteri.