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Creme solari con CBD: la skincare solare antinfiammatoria

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Il CBD è arrivato praticamente ovunque nel mondo della cosmetica. Oli per il viso, creme idratanti, balsami, sieri e prodotti per pelli sensibili: negli ultimi anni il cannabidiolo è diventato uno degli ingredienti più curiosi della skincare e inevitabilmente ha finito per incontrare anche il mondo delle creme solari. Ma che senso ha mettere il CBD in un prodotto che utilizziamo per proteggerci dal sole? La risposta è più interessante di quanto potrebbe sembrare: il cannabidiolo viene infatti studiato per le sue possibili proprietà antinfiammatorie e antiossidanti e per la sua interazione con alcuni meccanismi coinvolti nell’equilibrio della pelle, ed è proprio di questo che parleremo nelle righe a venire.

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Perché scegliere una skin care solare al CBD

Durante l’estate la nostra pelle viene sottoposta a condizioni piuttosto diverse rispetto al resto dell’anno. Aumentano l’esposizione al sole, il caldo e la sudorazione; magari trascorriamo parecchie ore al mare o in piscina, entrando continuamente in contatto con acqua salata e cloro. Il risultato può essere una pelle più secca, arrossata, sensibile o semplicemente più stressata. La skincare CBD nasce anche dall’idea di sfruttare alcune caratteristiche del cannabidiolo per aiutare la cute a mantenere il proprio equilibrio.

La pelle, tra l’altro, possiede un proprio sistema endocannabinoide cutaneo. Recettori e molecole appartenenti a questo sistema sono presenti in diverse strutture della cute e partecipano alla regolazione di processi come proliferazione cellulare, risposta immunitaria e produzione di sebo. Il CBD interagisce con questo sistema in maniera complessa e coinvolge anche altri bersagli molecolari presenti nella pelle. È uno dei motivi per cui negli ultimi anni il suo possibile utilizzo dermatologico ha attirato tanta attenzione.

Tra gli aspetti maggiormente studiati troviamo proprio la sua potenziale azione antinfiammatoria. Quando parliamo di CBD antinfiammatorio in cosmetica, però, è importante non immaginare un medicinale nascosto dentro una crema. Le prime ricerche precliniche mostrano che il cannabidiolo può modulare alcuni mediatori coinvolti nella risposta infiammatoria, anche se concentrazione, formulazione e presenza di altri ingredienti possono inoltre modificare parecchio il risultato.

Questo significa che una crema solare al CBD potrebbe risultare interessante per una pelle facilmente soggetta a sensazioni di disagio o arrossamento, ma non possiamo affermare che prevenga o curi patologie dermatologiche semplicemente perché contiene cannabidiolo. C’è poi un altro possibile vantaggio: il CBD è una molecola lipofila, quindi si presta bene all’inserimento in formulazioni cosmetiche contenenti componenti lipidiche. Oli e creme permettono inoltre di applicarlo comodamente sulla zona interessata.

CBD antiossidante: un alleato contro lo stress ossidativo causato dai raggi UV

Per capire perché il CBD antiossidante sia diventato interessante anche nella cosmetica solare dobbiamo parlare brevemente di quello che succede alla pelle quando viene esposta al sole. I raggi ultravioletti possono favorire la produzione di specie reattive dell’ossigeno, spesso indicate con la sigla ROS. In quantità controllate queste molecole partecipano a normali processi cellulari. Quando diventano eccessive, però, possono superare le capacità dei sistemi antiossidanti dell’organismo e provocare quello che viene comunemente definito “stress ossidativo”.

È uno dei meccanismi coinvolti nel fotoinvecchiamento della pelle. L’esposizione ripetuta ai raggi UV può contribuire nel tempo alla degradazione del collagene, favorendo perdita di elasticità, rughe e alterazioni della pigmentazione. Ed è proprio qui che gli antiossidanti diventano fondamentali. Queste molecole aiutano vengono già utilizzate comunemente nei prodotti cosmetici: vitamina C, vitamina E e numerosi composti vegetali son ingredienti abituali di creme e sieri dedicati alla protezione dallo stress ossidativo.

Anche il cannabidiolo ha mostrato proprietà antiossidanti in diversi studi sperimentali. Alcune ricerche suggeriscono che possa intervenire sui processi di ossidazione e contribuire alla modulazione delle risposte cellulari provocate dallo stress ossidativo. Proprio per questo il CBD viene studiato anche in ambito dermatologico. In teoria, quindi, utilizzare CBD per la pelle all’interno di una routine estiva potrebbe contribuire a sostenere i normali meccanismi con cui la cute affronta gli stress ambientali.

Ma attenzione: un ingrediente antiossidante non blocca i raggi ultravioletti. Il CBD può essere interessante per contrastare alcuni processi che avvengono nella pelle in seguito allo stress ossidativo, mentre una crema solare serve innanzitutto a impedire che una parte significativa della radiazione UV raggiunga la cute. Possiamo immaginarli come due linee difensive: i filtri solari cercano di ridurre il problema all’origine, mentre gli ingredienti antiossidanti vengono utilizzati per aiutare la pelle a gestire alcune conseguenze.

Creme solari con CBD per irritazioni e pelli sensibili

Chi ha una pelle particolarmente sensibile sa bene che l’estate può essere una stagione complicata. Sole, caldo, sudore, salsedine e cloro possono aumentare la sensazione di secchezza e fastidio, mentre una giornata trascorsa all’aperto può lasciare la cute arrossata e più reattiva del solito. È anche per questo che il rapporto tra CBD e irritazioni ha attirato l’interesse del settore cosmetico: come abbiamo visto, il cannabidiolo viene studiato per la sua capacità di interagire con la risposta infiammatoria della pelle.

In una crema solare può quindi rappresentare un ingrediente complementare interessante soprattutto per chi cerca una formulazione pensata non soltanto per proteggere dai raggi UV, ma anche per mantenere la cute idratata e confortevole. Questo non significa naturalmente che qualsiasi crema contenente CBD sia automaticamente indicata per le pelli sensibili, anzi… quando la cute tende ad arrossarsi facilmente è ancora più importante controllare la composizione complessiva del prodotto.

Profumi, alcuni conservanti e altri ingredienti cosmetici possono risultare poco tollerati da determinate persone indipendentemente dalla presenza del cannabidiolo. Il CBD, insomma, non cancella tutto quello che gli sta intorno. Meglio quindi orientarsi verso formulazioni semplici, dermatologicamente testate e pensate specificamente per pelli sensibili, verificando anche la presenza di ingredienti lenitivi e idratanti. E soprattutto bisogna scegliere un fattore di protezione adeguato.

Una pelle particolarmente chiara, sensibile o facilmente soggetta a scottature richiede generalmente una protezione elevata o molto elevata. Il numero riportato accanto alla sigla “SPF” (Sun Protection Factor, ovvero Fattore di Protezione Solare) continua ad avere molta più importanza della scritta “CBD” sulla confezione. E se l’irritazione è importante, persistente oppure associata a una vera patologia dermatologica, una crema al CBD non dovrebbe mai sostituire il consiglio di un dermatologo.

Trattamenti doposole al CBD

Se il CBD trova uno spazio interessante nelle creme solari, probabilmente è nei prodotti doposole che alcune delle sue caratteristiche risultano più intuitive. Dopo diverse ore trascorse all’aperto la pelle può risultare calda, secca, tesa o leggermente arrossata. Anche quando abbiamo utilizzato correttamente la protezione solare, sole, vento, caldo, mare e piscina possono mettere alla prova la barriera cutanea. Il compito del doposole è soprattutto quello di restituire idratazione e comfort alla pelle.

Tradizionalmente questi prodotti contengono ingredienti come aloe vera, pantenolo, glicerina e altre sostanze idratanti o lenitive. Il CBD può essere aggiunto alla formulazione proprio per le sue possibili proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. Una crema o un gel doposole contenente cannabidiolo può quindi risultare piacevole sulla pelle stressata dopo una giornata all’aperto, soprattutto se abbinato ad altri ingredienti idratanti. Anche qui, però, è meglio evitare promesse eccessive.

Un doposole al CBD non cancella una scottatura e non annulla il danno provocato da un’esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti. Può eventualmente aiutare a rendere la pelle più confortevole e idratata, ma una scottatura rimane una vera lesione provocata dalle radiazioni UV. In caso di eritema lieve è importante innanzitutto evitare ulteriori esposizioni, mantenere la pelle fresca e utilizzare prodotti delicati. Quando invece compaiono dolore, vesciche, febbre o altri sintomi significativi è opportuno rivolgersi a un medico.

Con o senza CBD… usate sempre la protezione solare!

Arrivati a questo punto vale la pena ribadire il concetto più importante dell’intero articolo. Il CBD per la pelle è interessante. La ricerca sulle sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti continua a crescere e nei prossimi anni probabilmente capiremo molto meglio quali applicazioni dermatologiche possano davvero offrire benefici significativi. Ma quando si parla di sole, il protagonista principale rimane un altro: il filtro solare. Nessuna delle proprietà del cannabidiolo può sostituire una protezione adeguata contro i raggi UVA e UVB.

Questo significa che acquistare una crema contenente CBD senza controllare SPF e protezione UVA non è una buona strategia. Se dobbiamo trascorrere del tempo al sole, la prima cosa da cercare è un prodotto solare adatto al nostro fototipo e alle condizioni di esposizione. In generale è preferibile utilizzare una protezione ad ampio spettro, applicandola in quantità sufficiente prima dell’esposizione e rinnovandola regolarmente, soprattutto dopo aver nuotato, sudato molto o essersi asciugati.

Il CBD rappresenta quindi un possibile valore aggiunto, e non il motivo principale per cui un prodotto solare funziona. Ed è forse questo il modo migliore per orientarsi anche davanti agli scaffali pieni di cosmetici che promettono formule sempre più sofisticate: che la vostra crema contenga CBD, aloe, vitamina E, l’ingrediente cosmetico più alla moda del momento o nessuno di questi, controllate sempre che abbia una protezione solare adeguata. Perché il cannabidiolo può anche essere un interessante alleato della pelle. Ma contro i raggi UV, lasciamo fare il lavoro sporco all’SPF.